Ieri sera dodici famiglie residenti nel comparto del centro storico che comprende via Eugenio Santacesarea, piazzetta dei Resta, via Tosches, piazzetta Dei Tarallo e via Dei Destro, hanno dovuto abbandonare le loro case. “Me ne vado con la morte nel cuore”, ha detto con le lacrime agli occhi Anna, 47 anni, nata nella casa che è stata dichiarata inagibile dall’ordinanza del Sindaco. “Ma tornerò, devo tornare, perché la mia vita è quì, perché è quì che sono nata, perché quì c’erano i miei genitori, la mia famiglia, quì ci sono le mie amiche. Faccio appello alle autorità perché non perdano altro tempo, perché riducano quanto più possibile i tempi morti della burocrazia, perché non ci trascurino, perché passata l’emergenza non si dimentichino di noi”.
Non è tempo di polemiche. Bisogna agire. Subito. Gli sfollati avrebbero tante cose da dire. Ma evitano di puntare il dito, di addossare le colpe di quanto è accaduto. E di quanto potrebbe ancora accadere se non si interviene subito. Immediatamente.
L’interno comparto sarà transennato e reso intransitabile anche ai pedoni perché il rischio è visibile. Concreto. Ieri altre voraggini si sono aperte in un locale in fase di ristrutturazione su via Tosches (nella foto). Sempre ieri sera alle ore 20.00 il sindaco Scoditti, che segue sul posto minuto per minuto l’evolversi della situazione, ha convocato la giunta comunale presso l’ex Palazzo Guarini, sede dell’assessorato allo Sport, Turismo, Spettacolo e Pubblica Istruzione, situato proprio in via Eugenio Santacesarea. All’ordine del giorno trovare una sistemazione ai nuclei familiari che non sono riusciti a spostarsi presso amici o parenti. Ma anche come muovere i primi passi presso la Regione Puglia e l’Acquedotto pugliese che sarà chiamato a rispondere delle sue responsabilità. Il Sindaco si è già messo in contatto con l’on. Matarrelli che ieri sera stessa è rientrato da Roma. Il Sindaco ha invitato il governatore Vendola e l’assessore regionale Barbanente a venire sul posto perché si rendano conto di persona della gravità del dissesto idro-geologico provocato dalle perdite delle condotte della rete idrica. Come quel 1 aprile del 1986. Ventotto anni dopo ci sarà un’altra data da scolpire: 21 gennaio 2014.
Con la morte nel cuore
Iscriviti
0 Commenti
il più vecchio