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La Corte d’Appello di Lecce ha confermato la condanna a 3 anni e 8 mesi a don Giampiero Peschiulli, 75 anni, accusato di atti sessuali su ragazzini sotto i 14 anni. I giudici hanno ritenuto attendibili le dichiarazioni rese da due ex chierichetti della chiesa di Santa Lucia che hanno accusato il sacerdote di averli baciati sulla guancia quando era in corso il catechismo e in sacrestia. Don Peschiulli fu arrestato il 15 maggio 2015 e attualmente si trova agli arresti domiciliari in una comunità terapeutica. Queste le motivazioni della sentenza: “Gli atti sessuali sono consistiti nel dare al ragazzo baci sulle guance, nel farsi baciare lui stesso sulla guancia, nell’abbraccio dopo averlo tirato a sé con la forza, nel dargli la mano incrociando le sue dita con quelle della mano del ragazzo, nell’accarezzargli le braccia e le gambe, nell’infilare la sua mano nei pantaloni”. Il parroco ha sempre respinto le accuse. Ma ad inchiodarlo ci sarebbero anche le immagini registrate dalle telecamere de Le Iene, la trasmissione di Mediaset. L’inviato Giulio Golia arrivò a Brindisi con alcuni attori per incontrare il sacerdote. Quando chiesero spiegazioni don Giampiero si chiuse in sacrestia e chiamò il 112. Per la Corte d’Appello di Lecce l’imputato non ha tenuto un comportamento processuale collaborativo per cui non gli sono state riconosciute le circostanze attenuanti generiche. L’ex sacerdote ora attende la pronuncia della Cassazione. La difesa ha fatto ricorso sostenendo che la “motivazione sia monca, con una parcellizzazione del materiale probatorio” riconducibile a una “valutazione parziale della parola del dichiarante”.
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