Ricordate la Tap, la società che trasporta gas in Europa passando dall’Italia? Ricordate che sulla strada provinciale Mesagne-S. Vito Scalo c’è un contatore della Snam per costruire il quale furono espropriati terreni sotto i quali passano i tubi del gas? A Mesagne se ne parlò, ma troppo poco. E timidamente. Ci fu qualche incontro. Ma non si concluse nulla perché, si disse, che Mesagne non rientrava tra i Comuni aventi diritto al risarcimento. L’allora amministrazione comunale, guidata dal sindaco Pompeo Molfetta, si strinse nelle spalle e accettò quella decisione. Forse mancò di determinazione. Di fatto non si mise in coda, non si mise a “rompere le scatole”. Forse, ma siamo solo nel campo di pure ipotesi, se avesse battuto i pugni sul tavolo per chiedere qualche compensazione come risarcimento danni. Di fatto oggi alcuni Comuni salentini avranno dei contributi da utilizzare solo per la costruzione di scuole, asili, impianti sportivi come la società del gas, con un protocollo, stabilì per lasciare una traccia sul territorio e poter dire che quella struttura pubblica fu costruita con suoi finanziamenti. Forse a Mesagne mancò maggiore intraprendenza (o faccia tosta, chiamatela come volete). Riuscirà oggi il sindaco Matarrelli a recuperare qualcosa? A lui, ad onor del vero, questi “attributi” non mancano.
Dalla Tap arrivano compensazioni ai Comuni. Manca Mesagne
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