A Mesagne la domenica mattina di Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, comincia presto. Sono le 7.30 quando c’è chi lo vede passeggiare in una Villa Comunale più silente che mai. Una città che si è chiusa nel suo dolore per la perdita di una sua giovane speranza, Melissa Bassi. Il sole è tornato a splendere su Mesagne, eppure un cielo plumbeo sarebbe stato lo sfondo giusto per una città che si sente ferita nell’animo
E Don Ciotti, dopo aver partecipato alla manifestazione che a Brindisi sabato pomeriggio ha visto più di 15 000 persone in Piazza della Vittoria, ha voluto essere presente a Mesagne in una triste domenica. Lo ha fatto celebrando la Santa Messa in Chiesa Madre insieme a Mons. Angelo Argentiero, Don Raffaele Bruno, già referente regionale di Libera e il diacono Carlo Mitrugno.
Dinanzi ad una assemblea raccolta in silenzio, Don Ciotti ha usato le parole del profeta Isaia per esprimere al meglio il suo stato d’animo: “Non mi terrò in silenzio, non mi darò pace finché non sorga come stella la giustizia”.
Don Ciotti ha invitato tutti i presenti, e chi vedrà le immagini attraverso i filmati delle televisioni, a rompere con forza i silenzi complici che intrappolano le nostre menti, ad avere il coraggio di infrangere quel muro di omertà che deve essere distrutto da chi ha cuore.
A Mesagne è stato il giorno del dolore e della riflessione. Abbracciando Massimo e Rita, i genitori della dolce Melissa, Don Ciotti ha scosso i presenti con le sue parole: «Bisogna rispondere alla propria coscienza. Dobbiamo chiedere a noi stessi se stiamo facendo la nostra parte in questa lotta, e lo stesso dobbiamo pretendere dalle istituzioni. – ha detto Don Ciotti, ribadendo che «nella nostra educazione non dobbiamo far mancare l’ascolto, la socialità, l’impegno culturale, fondamentali nella crescita di un individuo. Sporchiamoci le mani per costruire un mondo fatto di verità e giustizia, che non siano solo parole o valori da rincorrere tutti i giorni…Quante volte sentiamo parlare di pace, legalità, diritti?Dobbiamo riuscire a toccarli con mano, nella vita quotidiana.»
E il pensiero di Don Ciotti torna a chi è stata colpito mentre si accingeva a compiere un gesto ormai di consuetudine, come entrare a scuola per frequentare le lezioni e formare il proprio futuro. Non solo Melissa, che «cammina con noi se i suoi sogni, le sue speranze continueranno ad avere spazio nella nostra vita», ma anche a Vanessa, Veronica, Selena, Azzurra, Sabrina, Nicoletta. Ragazze ferite sul corpo e nell’animo, con lacerazioni e sofferenze avvertite da ognuno di noi.