Capodanno a casa per 13 imputati di associazione mafiosa e narcotraffico. Lo ha deciso il tribunale del riesame dopo il blitz Omega che il 12 dicembre aveva portato in carcere 58 brindisini su 68 indagati per associazione mafiosa e narcotraffico: le 13 scarcerazioni per mancanza di motivazione nel provvedimento di arresto. Sono tornati a casa Benito Clemente e Antonio Saracino, difesi dagli avvocati Ladislao Massari (il primo) e da Carmelo Molfetta e Silvio Molfetta (il secondo), entrambi accusati dell’attentato incendiario ai danni della villetta del comandante della stazione dei carabinieri di San Donaci, Francesco Lazzari, il 19 dicembre 2012, a distanza di qualche mese dall’omicidio di Antonio Presta, fatto di sangue che ha dato origine alle indagini. Scarcerati anche Pietro Soleti, considerato “referente della Sacra Corona Unita su San Donaci”, Salvatore Arseni, Cosimo Perrone, Giuseppe Perrone alias Barabba, Paolo Giolia, Gabriele Leuzzi, Marco Pecoraro, Francesco Francavilla e Giuseppe Giordano detto Aiace, tutti difesi dall’avvocato Ladislao Massari, i fratelli Antonio e Onofrio Corbascio, entrambi difesi dall’avvocato Raffaele Missere. Concessi i domiciliari a Giuseppe Cortese, difeso dall’avvocato Dario Budano, ad Antonio De Luca difeso da Ilaria Baldassarre, e a Marco Ferulli difesi da Francesco Cascione.