Giovanni Licciulli, 92 anni, è venuto a mancare l’altro ieri ultimo giorno della festa patronale. Giovanni è stato salutato con una semplice cerimonia sul sagrato della chiesa del cimitero di Mesagne. La breve cerimonia è stata officiata da Don Angelo Galeone suo amico di gioventù.
Nino ha percorso quasi un secolo di vita e di storia. Un uomo semplice e arguto che ha disseminato lungo questo percorso tanti “semi” di bontà . Pedagogo, allenatore dilettante di calcio, socialista militante, marito padre e nonno premuroso e affettuoso. Il suo sorriso era un dono offerto a chi gli era affianco nei momenti felici e nei momenti di dolore.
Il figlio Antonio ha ricordato cosa scriveva a 22 anni nei suoi diari giovanili: “Quando non ho una seria occupazione, quando sono sul treno per esempio o quando vado a letto sono capace di stare delle ore a sognare a occhi aperti. E’ la mia natura non ci posso fare niente. Ognuno ha spiccate tendenze per una data cosa. Io sono un sognatore un romantico che sogna continuamente ad occhi aperti tutto ciò che nella vita è irrealizzabile o che non sono capace di realizzare. Certo questo mio modo di pensare mi rende poco pratico nella vita e direi un fallito ma sono felice quando sogno. Dovrei pensare a core reali e come comportarmi nella vita invece di pensare a cose irrealizzabili ma purtroppo è una cosa difficile”. Credo che questo modo di rappresentarsi, questa sua natura intima sia stato il grande dono che da lui ho ricevuto. Dai suoi geni e dalla educazione che da lui ho ricevuto. Ciao papà riposa in pace“.