(di Cosimo Greco*) E così è andata a finire come molti avevano previsto: ballottaggio tra Mingolla e Molfetta. In realtà sembrava potesse andare al ballottaggio il candidato Guarini: la novità, la serietà della persona e della proposta, una campagna preparata con cura e con molto anticipo, nessuna mossa sbagliata, manifestazioni molto partecipate, entusiasmo alle stelle, coinvolgimento di personalità della “società civile” – anche se con qualche innesto di personaggi non propriamente vergini politicamente e non propriamente progressisti -. L’elettorato però ha deciso diversamente: l’ammiraglio ha raccolto il 16% circa. Penso che tale risultato, date le condizioni al contorno, sia comunque molto buono.
La percentuale del dott. Mingolla, il 27% circa, può senz’altro essere considerata deludente dal punto di vista numerico, ma penso che politicamente sia un risultato buono, se non ottimo. Il dott. Mingolla paga infatti lo scotto di non aver messo in atto unioni contro natura – a differenza del suo maggior competitore che è riuscito a mettere insieme di tutto. Non solo: il dott. Mingolla paga anche per il fatto che gli altri competitori sono stati bravi a far passare l’idea che tutto il male di Mesagne provenisse dal PD e dal sindaco uscente e che quindi, per estrapolazione, Mingolla non potesse ambire allo scanno di sindaco. Come noto, in ogni estrapolazione è presente un certo margine di errore, a volte molto molto ampio.
Non escluderei, inoltre che Mingolla sia stato anche oggetto di fuoco amico: ricordo che la stampa locale riportava tempo fa la notizia che parte del PD mesagnese (“Mesagne cambia verso” e “renziani” in genere?) avrebbe votato il partito, ma non il candidato sindaco Mingolla. Questo per dire con quale viatico partiva Mingolla. Personalmente reputo altamente probabile che i cosiddetti “rottamatori” abbiano votato contro il loro candidato o, nella migliore delle ipotesi, che non siano andati a votare. Naturalmente potrei sbagliarmi. Molto alta la percentuale raggiunta da Molfetta: il 45% circa, più di una volta e mezza del risultato di Mingolla. Reputo quello di Molfetta un risultato numericamente eccellente, ma politicamente povero. Probabile che questo mio giudizio indigni i più, tento quindi di argomentarlo.
Certamente si dirà che la “gente” ha scelto il meglio: ma a-priori, qual è il meglio e qual è il peggio? Si dirà che la “gente” non vuol saperne più dei “vecchi” politici: ma Matarrelli, Molfetta, Ture, Piro, Castrignanò, Colucci, Semeraro ecc. non sono propriamente dei neofiti. Si dirà che la “gente” ha giudicato più meritevole il programma di Molfetta: ho letto anche gli altri programmi e devo dire che sulla carta sono tutti ottimi (e ci mancherebbe). Si dirà che la “gente” ha reputato più credibile Molfetta, meno credibile Mingolla e ancor meno credibile Guarini: sono invece tutte personalità rispettabili, oneste, impegnate per il bene della propria città, specchiate e trasparenti. Si dirà che la “gente” ha premiato chi ha promesso una squadra giovane e competente: bisognerebbe specificare cosa vuol dire giovane e cosa vuol dire competente.
A mio modesto avviso i motivi per cui la “gente” ha votato più numerosa il candidato Molfetta sono altri, la gran parte riconducibili ai motivi per cui la stessa “gente” ha decretato per vent’anni il successo di Berlusconi e che adesso sta decretando il successo di Renzi (copia conforme e giovanile del primo): l’infatuazione per l’uomo forte che da solo risolverà tutti i problemi, anche quelli personali di ciascun elettore; il rifiuto della politica, sia quella con la p minuscola che quella con la p maiuscola; l’ammirazione per l’uomo di successo, pazienza se populista o sbruffone o “ganassa” o furbetto o furbissimo o voltagabbana o mentitore; la simpatia a-priori e la fede acritica verso il proprio pupillo. Naturalmente non mi sogno di dire che il voto di questa “gente” sia sbagliato. Ciascun elettore ha diritto di votare in base ai propri intimi convincimenti. Tento solo di analizzare i motivi che portano a quei convincimenti.
Per ultimo, ma non meno importante, il successo di Molfetta è dovuto anche alla eterogenea compagine che lui e il suo sponsor – così è definito dalla stampa locale – Matarrelli hanno messo su: sono stati furbi nel mettere insieme tutte quelle componenti politiche e individuali mesagnesi che per un motivo o per l’altro hanno da far pagare al PD il governo della città e il suo modo di governare, offrendo alla “gente” un amplissimo ventaglio di proposte e di candidati, dalla estrema (?) sinistra alla estrema destra. Come dire: l’importante è vincere, non come si vince. Altra mossa azzeccatissima del duo Molfetta-Matarrelli: aver convinto gli elettori (che si sono fatti convincere) che loro con il governo cittadino degli ultimi cinque anni non ci hanno avuto niente a che fare.
In relazione alla composita coalizione “Diamociunamano” (a proposito, perché proprio lo stesso nome di una iniziativa del renziano Ministero del Lavoro?) devo stare a ciò che Molfetta ha risposto al direttore Pino Messe durante un’intervista. Con riferimento alla coalizione aperta e composita Messe obietta: “…coalizione che poi bisognerà gestire, dottore”. A tale obiezione Molfetta risponde, un po’ spigoloso e un po’ supponente: “No’ ti preoccupari, pinsieri è lu mia!”. Chissà cosa sottintendeva la risposta. O anche, con riferimento alla formazione della squadra e della giunta, Molfetta risponde “Io … non precorriamo i tempi … non ho in tasca la lista, perché … capisco che ci sono esigenze da rispettare …”. Future spartizioni? Comunque spero, per Mesagne, che in caso di vittoria quest’alleanza sia duratura, efficace ed efficiente. Naturalmente la medesima speranza la ripongo nell’altra coalizione nel caso di vittoria del candidato Mingolla. La città ha bisogno, appunto, di un governo duraturo, efficace ed efficiente. Sono sicuro che Mingolla e Molfetta esprimono, ciascuno a proprio modo, il meglio per Mesagne. Peccato per il bruttissimo divorzio fra queste due anime!
Un grosso in bocca al lupo alla nostra città. Cosimo Greco, Torino 07/06/2015.
PS Con l’occasione mi piace precisare: – che ho già avuto modo di esprimere il mio rispetto per il tentativo di Molfetta (per inciso: l’ho conosciuto frequentatore della parrocchia di Santa Maria negli anni ‘70); – che ho avuto il piacere di conoscere l’uomo e il professionista Mingolla, verso il quale nutro rispetto e stima; – che non ho conosciuto personalmente Guarini, ma che ho avuto con lui una interessante e serena discussione telefonica in seguito alla quale ho tratto sinceramente un ottimo giudizio sulla persona.
* Cosimo GRECO è nato a Mesagne il 13.4.1953. Si è laureato a pieni voti in Ingegneria Elettronica presso il Politecnico di Torino nel marzo 1978. Al Politecnico di Torino da aprile 1978 (presso l’Istituto di Elettrotecnica prima e presso il Dipartimento di Automatica e Informatica successivamente) ha ricoperto le posizioni di Assistente supplente, Assistente Incaricato e Ricercatore Confermato. Attualmente è Professore Associato Confermato nel SSD 09/G1-Automatica (ex ING-INF/04). E’ stato responsabile di numerosi contratti di ricerca e di formazione, sia con Enti pubblici che con Enti privati. Ha fatto parte del Consiglio di Amministrazione del Politecnico per tre mandati. È stato Responsabile di procedimento per il Progetto e la realizzazione dei sistemi audiovisivi di Ateneo. Negli anni 2000 e 2001 è stato referente di Ateneo per l’iniziativa Campus National Instruments. Ha curato l’istituzione (1989/90) e il successivo sviluppo del LADISPE – Laboratorio didattico sperimentale del dip. di Automatica e Informatica. Ha curato analoghe iniziative presso le sedi di Aosta, Vercelli e Ivrea. Dal 1989 all’inizio del 2008 è stato responsabile del LADISPE e coordinatore della Commissione Laboratori del dipartimento di Automatica e Informatica. È stato inoltre responsabile del LABINF – Laboratorio didattico di Informatica avanzata del medesimo dipartimento, dal 2005 all’inizio del 2008. È stato vice-coordinatore della Commissione Attrezzature didattiche della Fac. di Ingegneria dell’Informazione a fare inizio dal 1999; dal 2010 al 2012 ne è stato il coordinatore.
Condivido e mi congratulo con il Prof. Greco per l’analisi obiettiva, serena e competente. D’altronde un Professore del Politecnico abituato da sempre a raccogliere i dati, analizzarli, metterli in relazione e alla fine fare una comunicazione sintetica è per lui prassi quotidiana, perché sono le fasi in cui si articola il metodo della ricerca.. Speriamo che all’articolo venga data la massima diffusione e che venga letto da tanti elettori animati di buona volontà. Io in questo periodo su altri quotidiani on line ho scritto articoli parlando di democrazia, libertà e dignità della persona. Ho parlato di RESISTENZA. L’esperienza resistenziale potrebbe… Leggi di più »