
Giovanni Vantaggiato (nella foto) ha confessato. E’ lui il mostro che ha ucciso Melissa e ferito gravemente altre cinque ragazze mesagnesi. Lo ha confermato il capo della Direzione distrettuale antimafia di Lecce, Cataldo Motta nella conferenza stampa tenuta questa mattina in una affollatissima aula del tribunale di Brindisi. “Non l’ho fatto scoppiare di notte perché non c’era nessuno”, ha detto il commerciante copertinese che ha ammesso di aver utilizzato tre bombole Gpl vuote che avrebbe portato una per volta al muro di cinta della scuola. Le bombole di Gpl vuote sono le più pericolose in caso di incendio. Inoltre ha dichiarato che l’attentato lo aveva programmato almeno da due mesi. “Un strana coincidenza – ha aggiunto il pm Motta – con la decisione del prof. Angelo Rampino, preside della scuola Morvillo Falcone, di fare installare un mese addietro una porta blindata nel suo ufficio a scuola”.
Per quanto riguarda il movente dell’attentato del 19 maggio, il giudice Motta ha detto che Giovanni Vantaggiato, dai suoi vicini di casa descritto come tipo taciturno e a volte estroverso, che non avrebbe buoni rapporti con i parenti, avrebbe detto che il mondo intero gli era contro. “Non sappiamo se del mondo intero faccia parte anche il mondo della giustizia”, ha aggiunto Motta. Da chiarire anche se Vantaggiato ha avuto eventuali complici alle varie fasi dell’attentato.
“Le indagini cominciano adesso partendo da un punto di forza: la confessione di Vantaggiato”.
Gli inquirenti indagheranno su una fornitura di gasolio ad un istituto di Trepuzzi del quale Rampino era preside. Se è accreditabile l’ipotesi che Vantaggiato odiasse il preside della Morvillo Falcone che ha sempre negato ogni rapporto con il benzinaio copertinese.
Il risultato delle indagini dopo solo 20 giorni dal terribile attentato è stato reso possibile grazie al lavoro svolto dalla Digos di Brindisi, diretta da Vincenzo Zingaro, e dalla Squadra Mobile guidata da Francesco Barnaba.