Ci scrive Sergio Diviggiano, mesagnese trapiantato da mezzo secolo a Roma. Negli anni 60-70 fu il batterista del gruppo musicale “Gli Anonimi” che avvicinarono alla musica quelle generazioni. Diviggiano a raccolto quei ricordi in un libro.
Gent.mo Direttore, innanzitutto vorrei ringraziarti per aver rivolto la tua attenzione al mio libro su “Gli Anonimi”, storico gruppo musicale mesagnese nato nel lontano 1965. Si tratta, come giustamente hai rilevato, di un semplice tentativo di preservare ricordi personali e collettivi di cinque ragazzi innamorati della musica, i quali ebbero il coraggio di sfidare pregiudizi e convenzioni formando un complesso musicale (così in quei tempi si chiamavano le attuali “bands”) in un’epoca in cui a Mesagne le persone vivevano secondo usi e costumi tradizionali consolidati nel tempo: famiglia patriarcale, lavoro prevalentemente nei campi o nelle botteghe artigianali, poche attività commerciali, scarse o quasi nulle occasioni di divertimento (i miei coetanei ricorderanno sicuramente con quale ansia si aspettava la festa della “Madonna di luglio”!!). In poche parole prima della rivoluzione culturale arrivata con il ’68 si viveva una vita semplice, tranquilla e soprattutto senza pretese, perchè il principio-guida per tutti era uno solo: accontentarsi!! Che differenza, caro Direttore, con la realtà odierna!!
Peraltro, per non ingenerare equivoci o malintesi nei tuoi numerosi lettori, vorrei precisare che il libro non è destinato alla vendita, nè tantomeno ad una diffusione generalizzata: verosimilmente potrebbe interessare, oltre ad i nostri vecchi amici e fans, anche ad una parte della nostra generazione, dal momento che racconta una storia molto semplice, a tratti anche ingenua, che per puro caso coincide e si sovrappone ad un periodo caratterizzato da grandi cambiamenti socio-culturali (anche musicali!!) per tutti gli italiani, cittadini mesagnesi compresi.
In ogni caso, da ex musicista, un pizzico di sano orgoglio non guasta, visto che in ogni epoca la nostra città è sempre stata all’avanguardia anche nel campo della musica. Negli anni ’60 c’erano “Gli Anonimi”, oggi, a distanza di mezzo secolo, i Boomdabash. Loro sono fortissimi come lo può essere un computer, mentre noi eravamo, dati i tempi, una semplice macchina da scrivere. Tuttavia credo che entrambi siamo riusciti con la musica a regalare ai giovani sogni e speranze, ed in questo senso devo dire onestamente che le nuove generazioni non mi sembrano poi tanto diverse dalle nostre!!
Un caro saluto.

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