Ieri i 20 imputati sono comparsi davanti al giudice monocratico di Brindisi, dr. Amato, per rispondere del reato di falso in atti pubblici per accreditarsi l’assegnazione di una casa popolare. L’inchiesta partì nel 2021 quando i Carabinieri di Mesagne, in collaborazione con la Polizia locale, svolse un monitoraggio a 360 gradi per verificare i requisiti previsti per partecipare al concorso. Gli accertamenti furono eseguiti a seguito di alcune lamentale che indicavano la graduatoria provvisoria non attinente alla verità . Secondo le voci su molte domande erano stati dichiarati il falso pur di ottenere un alloggio popolare a discapito di chi effettivamente era in condizioni di disagio e che ne aveva diritto. I carabinieri acquisirono copia del bando e copia della determina comunale con cui venne stilata la graduatoria provvisoria degli ammessi e degli esclusi. Accertarono la composizione dei nuclei familiari per stabilire se il richiedente o i suoi familiari conviventi fossero davvero conviventi da almeno 2 anni; verificò i redditi, i dati catastali per verificare se il richiedente o un componente del nucleo familiare fosse titolare di di altre abitazioni, ecc.
Nell’udienza di ieri sono state ammesse le prove e, con il consenso degli avvocati, sono stati acquisiti gli atti delle indagini. Inoltre è stato ascoltato il comandante della stazione dei carabinieri di Mesagne, Lugi d’Oria. L’udienza é stata aggiornata al 28 settembre prossimo.
Mesagne. Aggiornata a settembre l’inchiesta sull’assegnazione delle case popolari
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