Luigi B. ha inviato in redazione un suo pensiero che riportiamo integralmente.
Caro Pino, ho letto la notizia del cambio gestione del Bar Carmine e – inevitabilmente – un tourbillon di ricordi, emozioni e gioie mi ha piacevolmente travolto. Alcune sono troppo private da essere condivise altre, al contrario, meritano una condivisione. Penso infatti che…“Una gioia condivisa è una gioia moltiplicata” (cit.).
Parli di “porto sicuro”. Mi chiedo perché non essere più espliciti sempre che abbia bene interpretato la tua frase (hai interpretato bene ndd).
Oggi Mesagne vive un “meritato Rinascimento”, ma – negli anni ‘80 e ’90 – ha vissuto il “peggior Medio Evo”. Non vi erano le decine di locali di oggi, il centro storico era off limits. Insomma: erano gli anni della SCU. Per questo, soprattutto per la mia generazione, il Bar Carmine ha davvero rappresentato un “porto sicuro”: incontri, panini, gelati e le prime partite in pay-tv e tanto altro!
Nella foto che hai pubblicato riconosco oltre che il “nostro” Alessandro Santoro, anche il grande Roberto Brunamonti e la memoria va all’altro porto sicuro di quegli anni che si aggiunse a quello costruito dal Maestro Baglivo: il basket e lo “scatolone di Via Udine”.
La memoria va, nello specifico, ad una straordinaria partita di basket (mi sembra il memorial Pentassuglia) che vide la partecipazione, tra gli altri, oltre che di Brunamonti anche dei più grandi cestisti dell’epoca: Magnifico, Riva, Avenia…Stefano Attruia…dei componenti della Virtus Mesagne, nonché dei grandi ex della Bartolini Brindisi, quali Zeno, Howard, credo anche Fischetto. Davvero bei momenti.
Grazie Salvatore per tutto questo ed altro ancora e grazie anche per il pasticciotto di qualche mese fa! Un caro saluto”.
Il Bar Carmine: quanti ricordi, che emozioni
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