Illustrissime Autorità Civili e Militari Gentili soci dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, Sezione di Mesagne.
Cari Familiari dei Caduti di Rutigliano oggi Vi ritrovate a Mesagne per ricordare un gruppo di soldati del Regio Esercito Italiano che nel Settembre 1942 posò dinanzi alla macchina fotografica nell’antico chiostro dell’ex Convento dei Celestini di Mesagne prima di lasciare il Salento ed essere trasferiti al fronte, nella lontana campagna russa, ove le truppe dell’Asse, tedesche ed italiane, dal 1941 combattevano contro l’Armata russa.
Quella spedizione militare, dapprima inquadrata come Corpo di Spedizione Italiano in Russia (CSIR), poi confluito nell’8^ Armata Italiana in Russia (ARMIR), vide proprio un mesagnese al suo comando dal luglio 1941 fino all’aprile 1942, il Generale Giovanni Messe, il quale – pur guidando le nostre truppe con valore e riportando diverse vittorie – espresse in più occasioni al Comando Supremo delle Forze Armate e al Capo di Governo le difficoltà di approvvigionare le truppe di materiali bellici, di carburante e di equipaggiamento a causa del terribile inverno glaciale e della scarsità di mezzi.
Eppure quei soldati di Rutigliano, di Mesagne e di altre località pugliesi adempirono, sotto il comando del Generale Italo Gariboldi, al loro dovere di militari combattendo in modo esemplare, tra enormi sofferenze ma sempre con dignità e coraggio, nonostante la drammatica ritirata nel gennaio 1943, dopo la battaglia di Nikolajevka: la pubblicistica storica e la memorialistica hanno ormai dimostrato nel corso del tempo il valore dei Nostri soldati, dei Nostri sottufficiali e dei Nostri ufficiali, pur nella gravità delle situazioni logistiche e dei rifornimenti poc’anzi evidenziate. Ricordo che su 300.000 soldati ben 84.000 furono i morti e circa 100.000 i dispersi.
Pertanto, oggi, a Voi parenti, Noi dobbiamo pronunciare una sola parola: grazie! Grazie per essere qui, grazie per tramandare alle nuove generazioni, ai giovani e agli adulti questa testimonianza e soprattutto grazie per rendere ancora vivo il ricordo dei Vostri caduti o addirittura dei Vostri dispersi, perché ogni anno tornano da quelle martoriate terre russe ed ucraine i resti mortali di Nostri soldati e vengono portati in Friuli, nel Tempio Ossario di Cargnacco, in provincia di Udine.
Ordunque, dobbiamo essere orgogliosi dei Nostri caduti ma, oltre che con le lacrime di commozione, salutiamo i Nostri militari con un sorriso, come hanno fatto loro in quella bella fotografia in bianco e nero del 1942, ultimo momento spensierato che ce li rende immortali prima della lunga e tragica odissea in terra russa. Onore ai Nostri Caduti, Viva Rutigliano, Viva Mesagne, Viva l’Italia!
Udine, lì 24 Luglio 2026 Prof. Ugo Falcone Società Italiana di Storia Militare
Il saluto da Udine del prof. Ugo Falcone della Società Italiana di Storia Militare
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