Il 20 febbraio 1743 segna una data cruciale nella storia del Salento. Quella notte, mercoledì di Carnevale, un violento terremoto scosse la terra, portando distruzione e morte in molte città vicine. Ma a Mesagne, la sorte sembrava diversa, grazie all’intercessione della Beata Vergine del Carmelo, patrona della città dal 1652.
La leggenda racconta che, mentre la terra tremava e i palazzi crollavano, la colonna votiva eretta in onore della Vergine, situata davanti al Castello, si unì come un simbolo di protezione con l’orologio di Piazza IV Novembre, testimoni silenziosi di un dramma.
Mentre Nardò e Francavilla Fontana piangevano centinaia di morti, Mesagne rimase miracolosamente illesa, tranne per la tragica perdita di un bambino di 9 anni di una famiglia di Torre Santa Susanna. Gli abitanti, pur vivendo il terrore e la confusione, si aggrapparono alla loro fede. “Maria, proteggici!” imploravano in preghiera, cercando conforto nella loro patrona.
Padre Serafino Profilo, testimone diretto, scrisse che Mesagne fu preservata dalla morte dei suoi cittadini grazie all’intercessione della Vergine. In quelle parole si riflette il profondo legame tra la comunità e la fede, un legame che si fece ancora più forte in un momento di crisi.
I mastri muratori Leonardo Caroppo e Antonio Pressa, di Leverano, chiamati a valutare i danni, si misero subito al lavoro, riparando gli edifici danneggiati e contribuendo a ricostruire la Città. Le ferite del terremoto erano evidenti, ma la determinazione dei mesagnesi a ricostruire le proprie vite e i propri spazi era palpabile.
Nonostante la tragedia che colpì le città vicine, Mesagne si rialzò. La comunità si unì, condividendo il dolore e la speranza di un futuro migliore. Le famiglie nobili, approfittando della vulnerabilità dei più poveri, acquisirono, per pochi soldi, immobili danneggiati, ma il vero spirito di Mesagne emerse nella solidarietà dei cittadini.
Gli edifici, rifatti con stili tardobarocchi, raccontavano di una bellezza rinnovata, simbolo di speranza. Ogni anno, il 20 febbraio, la comunità si riunisce per celebrare la Madonna del Carmine, non solo per ricordare il terremoto, ma per rendere grazie per la salvezza.
Oggi, mentre i raggi del sole illuminano la Colonna votiva di Mesagne, gli abitanti continuano a guardare verso il cielo, grati per il miracolo che li ha protetti.
La Beata Vergine del Carmelo rimane una guida e una fonte di speranza, simbolo di una comunità che ha affrontato il dolore troppe volte e si è rialzata, più forte di prima.
Il terremoto del 1743, un miracolo di fede
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