Fu arso vivo dall’amante che gli bruciò i genitali. Cosimo Damiano De Fazio (nella foto) morì dopo un giorno di atroce agonia. L’omicidio avvenne nelle campagne di Mesagne, il 26 dicembre 2012. L’amante dell’uomo, Dora Buongiorno, contadina di 43 anni di Carovigno, rea confessa del delitto, lo attirò in trappola con la scusa di un rapporto sessuale. Gli fece bere un medicinale farmaco soporifero, il Minias, e gli versò addosso del liquido infiammabile. Gli diede fuoco e scappò via. De Fazio divennne in pochi istanti una torcia umana. Nel buio della notte alcune guardie giurate di un istituto di vigilanza videro le fiamme e scattò l’allarme.
Il processo è iniziato ieri dinanzi al gup Valerio Fracassi. Nell’occasione la moglie di De Fazio ed i cinque figli, si sono costituiti parte civile. Il processo si terrà con rito abbreviato. L’imputata, che è agli arresti domiciliari, ieri non era in aula stamani. Dalla relazione extra coniugale nacque un figlio che proprio il giorno dell’omicidio compiva 14 anni. Secondo la difesa la donna avrebbe subito gravi violenze e soprusi. Sarebbe stata anche legata ad un albero, bastonata e cosparsa di benzina da De Fazio che, impietosito, non le avrebbe dato fuoco. Si tornerà in aula il prossimo 21 novembre 2013.