Il giovane epidemiologo Prisco Piscitelli (nella foto), ricercatore dell’Isbem ha illustrato a Roma i risultati ottenuti “interrogando” i BIG DATA del Ministero della Salute e in particolare le SDO (Schede Dimissioni Ospedaliere) degli ultimi 20 anni. L’Isbem ha mappato sia l’andamento clinico che i costi sanitari di patologie quali le fratture di femore negli anziani, l’impianto di protesi al ginocchio, gli infarti cardiaci, gli accidenti cerebro-vascolari (meglio noti come ictus) e varie patologie oncologiche, come melanomi, tumori polmonari, linfomi etc., che colpiscono sì gli adulti ma anche, sorprendentemente, molti bambini nella loro infanzia. Con tali metodologie nuove ha scoperto che: a) le fratture femorali degli anziani, quasi sempre dovute ad osteoporosi, costano al Servizio Sanitario Nazionale tanto quanto costano tutti gli infarti del miocardio nella popolazione adulta che abbia più di 45 anni; b) i tumori mammari crescono in percentuale di più nelle giovani donne, cioè proprio in quelle che non sono reclutate dai programmi di screening di massa; c) sono tante le patologie da stili di vita sbagliati e da ambiente malsano, in quanto ricco di veleni e sostanze dannose; d) la prevenzione del melanoma impone di analizzare anche persone con pelle scura, di solito esclusi dagli screening; e) nella strategia verso un “invecchiamento” attivo e in buona salute, la partecipazione dei Cittadini è indispensabile!
In quest’ottica, Piscitelli ha sottolineato che l’analisi dei BIG DATA aiuta anche i Decisori (Ministri, Presidenti, Sindaci, Assessori, Direttori Generali, Direttori Sanitari, etc.) quando devono programmare i servizi ad ogni livello, consentendo non solo i confronti tra le diverse aree del Paese ma anche la distinzione e quindi la scelta fra “buone e cattive pratiche”.
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