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Meritevole d’attenzione questo gioiellino con cupola bizantina su base esagonale, sito in agro di Mesagne, in contrada Naviglia. “Essa racchiude un raro esempio per il nostro territorio di un acquedotto romano – dice Franco Bianco (nella foto), studioso della storia di Mesagne. “Il sito mostra chiari i segni di un vissuto prima repubblica, tardo impero”, spiga Bianco. Nelle vicinanze vi è una delle più grandi ed ultima vora ancora attiva delle centinaia una volta esistenti nel nostro territorio. “Credo che tutto il contesto sia nato proprio in virtù di quest’ultimo, enorme, raccoglitore nel corso dei millenni di tutte le acque pluviali che arrivavano da Mesagne attraverso le tracimazioni del canale Gàlina, dalla “spianata della Tustini” e dall’Amendolate. Il luogo presenta notevoli spunti per capirne di più di come avvenisse l’approvvigionamento idrico in epoca romana, in quella che lo storico mesagnese padre Anselmo Leopardi definiva la nostra Mesgmos, la città posta in mezzo alle “vore”. Non solo. Presenta anche notevoli spunti naturalistici: una fra tutti gli ultimi, anomali lembi nell’entroterra mesagnese della foresta pro-Maria della varietà di quercia da sughero. Conclude Franco Bianco: “La mia è una triste riflessione di come si stia lasciando morire giorno dopo giorno secoli di storia del nostro territorio”.
La cupola bizantina su base esagonale in contrada Naviglia
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Confermo, si tratta di bellissime e suggestive contrade di VERA campagna.