
La Regione Puglia, nella persona dell’Assessore Amati, con un comunicato stampa del 23 novembre 2012, ha informato i cittadini che la Regione ha autorizzato lo scarico dell’impianto di depurazione di Carovigno nel Canale Reale e quindi nella Zona A dell’Area Marina Protetta di Torre Guaceto. Come cittadini ci abbiamo messo 6 giorni a capire che non ci trovavamo di fronte ad uno scherzo, ad una burla. Ma come è possibile?!
Eravamo rimasti a prima dell’estate con la Provincia di Brindisi, ente deputato al rilascio dell’autorizzazione, che negava la sua autorizzazione allo scarico, imponendo l’espletamento di un procedimento amministrativo necessario quale la Valutazione di Incidenza Ambientale, richiesta dall’Europa in caso di presenza di habitat prioritari quale è la Posidonia oceanica presente nell’area marina protetta di Torre Guaceto.
Eravamo rimasti al risultato di una Conferenza di Servizi indetta dalla Provincia di Brindisi (che non rappresenta un incontro tra amici al bar, ma uno strumento procedurale regolato dalla legge 241/1990 per l’acquisizione di pareri e autorizzazioni che vede protagonisti Enti e Amministrazioni deputati al rilascio e i cui risultati sono vincolanti) che aveva come risultato il parere negativo del Ministero dell’Ambiente, dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Regione Puglia, della Capitaneria di Porto di Brindisi, dell’Ufficio Parchi della Regione Puglia e del Consorzio di Gestione di Torre Guaceto. Eravamo rimasti a questo punto.
Durante questo periodo l’Acquedotto Pugliese ha provato a mettere giù lo studio necessario per la valutazione di incidenza affidandosi ad uno dei gruppi di ricerca più importanti pugliesi ma ha comunicato che per i costi e i tempi necessari (200.000 euro e 6 mesi di tempo) era impossibilitata a svolgere questo adempimento. La voce che gira nell’Università è che i risultati non avrebbero soddisfatto i committenti e quindi l’Assessore Amati, sottolineando l’incompatibilità ambientale dell’intervento, e perciò è stato superato.
Oggi ci ritroviamo con un’autorizzazione concessa per atto dirigenziale dal Servizio Tutela Acque (quindi emanazione diretta dell’assessore Amati e non della Giunta) in cui si autorizza l’esercizio dello scarico provvisorio nel Canale Reale delle acque reflue del Depuratore di Carovigno.
In questo atto magicamente ci troviamo di fronte a varie cose: scompare qualsiasi riferimento all’Area Marina Protetta di Torre Guaceto quale recettore finale dello scarico, scompare qualsiasi riferimento alla Conferenza dei Servizi e ai pareri negativi del Ministero dell’Ambiente, dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Regione Puglia, della Capitaneria di Porto di Brindisi, dell’Ufficio Parchi della Regione Puglia e del Consorzio di Gestione di Torre Guaceto, il dirigente o l’Assessore, dall’alto dei loro studi scientifici compiuti in questi giorni, negano che lo scarico nel Canale Reale possa avere effetti negativi sulla zona umida (in realtà il problema è la Posidonia oceanica che è in mare, ma si vede che si sono persi qualche lezione) di Torre Guaceto, asserendo che non è dimostrato (peccato che la legge voglia qualche studio scientifico serio a supporto di affermazioni del genere).
Questo atto, che rimarrà nella storia della burocrazia italiana a fulgido esempio di cosa non si dovrebbe fare in realtà, si chiude con una mappa stampata con Google Earth con qualche puntino segnalato come se fossimo in una tesina di scuola media, che innalza enormemente il livello di comicità e di incredulità in chi legge.
Tutto questo può sembrare realmente una burla, uno scherzo fatto ad un serio Ufficio Regionale per farlo sembrare incompetente e improvvisato, ma è una tremenda realtà. In barba a qualsiasi evidenza scientifica ed amministrativa, alla volontà di 3.000 cittadini che hanno firmato una petizione, la Regione Puglia, ma soprattutto l’Assessore Amati, hanno deliberatamente deciso di trasformare l’Area Marina Protetta di Torre Guaceto in una cloaca, perché lo scarico di acque reflue in un canale e non in condotte sottomarine è una soluzione da Terzo Mondo. Come comitato spontaneo diciamo no a questo scempio, diciamo no all’Assessore Amati e alla sua arroganza e stiamo studiando forme di opposizione a questa decisione: la petizione continua (http://bit.ly/noaldepuratore) e invitiamo a continuare a firmarla, la denuncia alla Procura della Repubblica per scempio ambientale, flash-mob di protesta e altro. Siamo pronti a far sentire la nostra voce.
Il Comitato Salviamo Torre Guaceto