Questo è il volume di 600 pagine che dovrebbe uscire a fine anno. Pubblichiamo in anteprima le pagine che riguardano il complesso mesagnese “Gli Anonimi” composto da Angelo Guarini (basso elettrico e voce soliista), Pino Mattia (chitarra ritmica e voce), Cosimo Canuto (armonica e organo elettronico), Germano Fasano (chitarra solista) e Sergio Diviggiano (batteria e canto).
LA STORIA DEGLI ANONIMI La storia de Gli Anonimi comincia tra la fine del 1964 e l’inizio del 1965, quando fra alcuni giovani frequentatori della parrocchia SS. Annunziata (Chiesa dei Domenicani) si prospetta l’idea di costituire un complesso musicale. Lo spunto scaturisce dall’aver visto in azione in feste locali i primi gruppi dell’epoca, come I Messeri di Mesagne e The Sky Riders di Brindisi, e sui giornali per giovani o in qualche rara trasmissione televisiva complessi stranieri, tipo Beatles o Rolling Stones oppure i primi complessi italiani, Equipe 84, Giganti, Corvi, Nomadi, Jaguars, giusto per fare qualche esempio. Fra mille sacrifici e facendo salti mortali comprano i primi strumenti musicali: chitarre elettriche, amplificatori, microfoni, batteria e viene cosí approntato il primo repertorio, impostato soprattutto sul genere night con motivi di Bruno
Martino, Fred Bongusto, Peppino di Capri, Don Marino Barreto Jr., e come pezzi strumentali, brani di Santo& Johnny e Los Indios Tabajaras….
Arriva così il giorno dell’esordio, il 26 dicembre del 1965, una festa successiva ad una caccia al tesoro, organizzata presso il Club di via Castello. E’ una serata affollatissima, che rappresenta per Gli Anonimi un vero e proprio trampolino di lancio. Da allora, siamo ormai nel 1966, è un susseguirsi di serate a Mesagne al Ragno d’Oro, al Club nel Castello e al Teatro Comunale (festa dei vigili urbani), a Brindisi presso il CRAL della Marina, al Circolo Ufficiali e Sottufficiali della Marina e dell’Aeronautica, al Circolo Universitario di Mesagne e così via. Una festa importante per la fisionomia musicale del gruppo è quella del marzo 1966 a San Vito dei Normanni (BR), quando Gli Anonimi fanno da spalla ad un complesso più famoso, I Monaci di Bergamo, reduci da esibizioni al Piper Club di Roma e apparizioni televisive. I Monaci,
per l’occasione, suonano esclusivamente canzoni dei Beatles, imitandoli anche nelle capigliature….
Si apre così agli occhi ed alle orecchie dei giovanissimi Anonimi uno scenario musicale nuovo, quello della musica beat!!! Comincia così un notevole e progressivo cambiamento del repertorio del gruppo, da genere night a beat e rhythm & blues, con brani di complessi inglesi quali Beatles, Rolling Stones, Animals, Spencer Davis Group, Kinks e Yardbirds, e di gruppi americani come The Beach Boys oltre a brani del nuovo genere rhythm & blues di Otis Redding, Ray Charles e Wilson Pickett. Non mancavano, altresì, successi di complessi italiani come i sopracitati Corvi, Equipe 84, Giganti ed ancora Pooh, Profeti, New Dada, Rokes.
Si apre così anche un nuovo spazio per le esibizioni, la base USAF (base militare dell’aeronautica statunitense) dove vi
erano ben tre club: l’Officiers per gli ufficiali, l’NCO per i sottufficiali ed il Service Club per i soldati ed i giovani. Gli Anonimi si sono esibiti numerose volte in tutti e tre, ma il piacere ed il divertimento erano al massimo quando suonavano nel Service Club!!! A partire dalla direttrice, miss Table, pignola ed un pò acida, che parlava solo con Cosimo Canuto, l’unico che conosceva bene l’inglese. Se uno le rivolgeva la parola, la risposta (poi divenuta famosa) era sempre la stessa: No, tiù no, Cheniuto!! (No, tu no, Canuto). Per Gli Anonimi era bellissimo suonare ad alto volume, fare “casino” con la partecipazione attiva di un pubblico, costituito da giovani americani, molti dei quali appassionati di musica, che apprezzavano molto il repertorio che veniva proposto, indipendentemente dalla pessima pronuncia inglese. Come era bello confrontarsi con gli stessi giovani anche sulla qualità degli strumenti musicali. Avevano acquistato da Marangi (il più grande negozio di strumenti musicali della Puglia!) a
Martina Franca (TA) le mitiche chitarre Fender e le esibivamo con orgoglio, misto a civetteria, poi l’organo Vox, un must dell’epoca, con il suo sound aggressivo e la batteria prima Hollywood e poi Sonor. Non potevano permettersi i troppo costosi amplificatori Fender o Vox, ma avevano eccellenti produzioni italiane, Binson, FBT, Meazzi e Steelphon. Per non parlare del meraviglioso effetto prodotto dal Binson Echorec (usato qualche anno dopo anche dai Pink Floyd) e, infine, dello stupendo impianto voci della Semprini, che lasciava sbalorditi gli americani. Davvero serate fantastiche, era come suonare – per effetto di una magia – in trasferta o in tournée negli Stati Uniti, proprio così!!!
Nel frattempo il complesso aveva acquisito una certa notorietà, per cui suonano in diverse circostanze sia in provincia (San Pietro Vernotico, San Donaci, Erchie, Francavilla Fontana, Carovigno, San Pancrazio Salentino) che fuori provincia
(Manduria, Grottaglie, Salice Salentino). Un discorso a parte merita l’estate, con serate fisse nei due locali a Specchiolla e a Lido Silvana (Taranto). Molto dolorosa risulta, nel 1967, la rinuncia ad un’intera stagione presso un locale molto prestigioso, La Giara a Taormina, con un remunerativo contratto proposto da un noto impresario di Taranto, Salvatore “Ninì” Vanacore (in seguito sposerà l’attrice Maria Rosaria Omaggio). Il motivo della rinuncia era che due Anonimi avevano gli esami di stato per il diploma, mentre il contratto era dal primo luglio a 31 agosto, prendere o lasciare… e sono costretti a lasciare.
Verso la fine del 1967 la formazione de Gli Anonimi subisce un cambiamento, abbastanza disteso e consensuale. Escono i due chitarristi, Pino Mattia e Germano Fasano, perché tra lavoro e fidanzate hanno poco tempo da dedicare alla musica. Subentrano così Bruno Zizza alla chitarra ritmica e Paolo Russotto (siciliano residente a Brindisi) come chitarra solista.
Questi cambi contribuiscono ad accentuare il profilo beat, rhythm&blues e blues del gruppo, con un repertorio arricchito anche di brani di gruppi inglesi presenti in Italia, come Sorrows, Motowns e Casuals. Il risultato è una musica fresca ed aggressiva, un ottimo impasto vocale e un repertorio molto ricercato composto da ottimi brani.
La notorietà del gruppo valica i confini regionali, al punto che nel 1968 Gli Anonimi vengono ingaggiati per l’intera stagione estiva a Vasto Marina (Chieti) dal dancing La Ciucculella, uno dei locali più famosi della Riviera abruzzese.
E’ una stagione ricca di soddisfazioni, anche per le numerose serate con ospiti importanti, quali il duo Franco IV e Franco I, il complesso inglese The Renegades, la cantante Christy, presente con il brano Amore, amore, amore, colonna sonora di “Un italiano in America”, un film con Alberto Sordi e Vittorio De Sica. Altri interpreti importanti con i quali Gli Anonimi hanno fatto serate in comune sono Iva Zanicchi, Caterina Caselli, Ricky Gianco ed Eugenia Foligatti (vincitrice nel 1962 del “Festival di Castrocaro”). Alla scadenza del contratto a Vasto un famoso impresario di Roma propone loro di suonare per tutto settembre alla Racchetta di Pescara, fra i
più prestigiosi locali abruzzesi. Si trattava a quel punto di fare una scelta: entrare nel giro da professionisti oppure continuare come dilettanti. La scelta cade in quest’ultimo senso preferendo alcuni elementi inserirsi al più presto nel mondo lavorativo. Dopo pochi mesi dal ritorno da Vasto è necessario un altro cambiamento della formazione: il batterista Sergio Diviggiano, fidanzatosi proprio nella località abruzzese con una ragazza di Roma (che poi sposò) decide di stabilirsi a Roma, per cui lascia il gruppo. Poiché nel frattempo si era sciolto il complesso The Morgans (nome riferito all’impresario Morgante di Manduria) che annoverava fra gli altri i mesagnesi Antonio Pino alla chitarra e Mario Zaccaria alla batteria, viene proposto a quest’ultimo di entrare a far parte de Gli Anonimi, sostituendo appunto Sergio. L’operazione va in porto con piena soddisfazione di tutti, Mario è un ottimo batterista, ha una splendida batteria Ludwig identica a quella di Ringo Starr e… pazienza che non sapeva cantare e fare i cori in falsetto come meravigliosamente faceva Sergio. Semmai,
dall’inserimento di Mario viene fuori l’idea di incontrare l’impresario Morgante, il quale – per ragioni economiche e commerciali – propone loro di trasformarsi da Anonimi in Morgans. Infatti in questo modo aveva maggiori possibilità di procurare redditizie serate anche in provincia di Taranto, oltre che Brindisi e Lecce. Dopo riflessioni e discussioni varie, come spesso accade, le ragioni economiche prevalgono rispetto a quelle affettive, per cui Gli Anonimi si trasformano in Morgans….. E’ l’inizio del 1969 e così si chiude la storia de Gli Anonimi, che continua per circa un altro anno con il nome Morgans.
Poi prevalgono le esigenze di ciascuno dei componenti del gruppo di trovare un altro percorso esistenziale e così l’avventura musicale finisce per tutti in modo definitivo. Solo Angelo Guarini continua a suonare e, a tutt’oggi, fa attivamente musica con il duo I Maraguà insieme alla cantante Mara Longo, docente di musica e già cantante lirica,.



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