L’Ucraina sta andando verso il burrone, da quando i satelliti di Musk – su ordine di Trump – hanno
ridotto le comunicazioni agli organismi di difesa Ucraini. Fatto sta che l’Ucraina non è più in grado
di conoscere i movimenti delle truppe russe; quelle armi micidiali che sono i droni, comandati a
distanza dalle telecamere satellitari, stanno massacrando i soldati Ucraini. Ancora peggiore è il
danno sulle popolazioni civili: i sistemi anti-missile Ucraini non riescono a vedere in tempo reale le
traiettorie dei missili russi. E centinaia di persone e bambini stanno morendo sotto i bombardamenti.
Se questo è un crimine di guerra da addebitare a Putin, allo stesso modo è da addebitare a Trump e
al suo servo fedele Musk.
Ormai è lampante che l’arroganza crescente di Elon Musk sta mettendo il mondo intero sul
“chivalà”. Non solo per l’antipatia che immediatamente suscita nelle persone comuni, ma anche per
il timore che la sua potenza economica e politica possa danneggiarci. Specialmente noi europei
stiamo sotto attacco, per le minacce USA di abbandonare l’Alleanza Atlantica. Ma, come sempre,
siamo lenti a prendere atto delle novità negative. In realtà, qual è il potere di Musk, che agisce in
nome e per conto di Trump? Al di la delle automobili elettriche Tesla, che adesso stanno vivendo un
periodo di crisi, il suo vero potere sta nelle migliaia di satelliti che ruotano sulle nostre teste: il
sistema Starlink.
Il vero potere di Musk e Trump sta non solo nella potenza militare ed economica degli USA, ma
soprattutto nelle migliaia di satelliti che fanno funzionare i nostri telefonini, i nostri computer, le
banche dati da cui dipendono le Amministrazioni pubbliche, il funzionamento delle imprese, dei
sistemi bancari, i voli degli aerei. E la nostra libertà di pensiero; e lo spadroneggiamento delle fake-
news.
Se non mettiamo la testa sotto la sabbia, allora vediamo che Trump, con i vari imprenditori tipo
Musk (tra cui lo stesso Trump), stanno facendo le prove di un neo-imperialismo tecno-satellitare. E
stanno usando l’Europa (tramite l’Ucraina) come cavia.
Immaginate se, improvvisamente, i nostri telefonini smettessero di funzionare; se i navigatori delle
auto si bloccassero; se i pc degli uffici postali si spegnessero; se i semafori delle grandi città si
mettessero a funzionare a casaccio: sarebbe una botta tremenda, la paralisi di una nazione.
Si potrà anche pensare che Trump stia bluffando… Ma chi ce lo assicura? Abbiamo visto che con
Zelensky non stava bluffando. E allora, chi ci assicura che qualcuno malintenzionato non si compri
le aziende super tecnologiche di Musk? Che Trump stesso non sia il vero proprietario di Starlink?
Nel sistema capitalistico tutto è in vendita; basta avere i soldi necessari. Lo dimostra la faccenda del
canale di Panama. In un mese se l’è comprato una società vicina a Trump. E voilà: il gioco è fatto!
Vedremo come andrà a finire la questione Groenlandia. Intanto… Chi ci assicura che un domani,
anche domani stesso, Trump non decida di far spegnere i 10.000 satelliti da cui dipende l’Italia, la
Germania, la Francia, la Gran Bretagna, insomma tutta l’Europa? Non si capisce se il piano di
riarmo, di Von der Leyen, contempli urgentemente la creazione di un sistema di sicurezza europeo
per le comunicazioni satellitari. Vorrei sperare che lo stiano facendo silenziosamente, che non
stiano suonando la grancassa per non allarmarci. Ma se non lo stanno facendo, saranno colpevoli
nei confronti nostri e delle future generazioni.
Il potere della tecnica informatica e satellitare è troppo grande per poter restare nelle mani dei
privati. Deve essere assorbito dallo Stato; e nel caso dell’Europa, da organismi sovra-nazionali in
grado di competere con USA, Russia e Cina.