
Le vacanze estive, per coloro i quali le hanno potute fare, sono ormai finite, ma le sorprese in campo economico continuano a crescere. Parliamo delle continue strette al vivere quotidiano, tra cui una delle tante è l’aumento dei costi della benzina, che segna un altro record salendo sino a sfiorare i 2,013 euro al centro Italia ed euro 1,85 al sud.
Le famiglie, dopo un anno di sacrifici e di manovre poste in essere, saranno costrette a spendere in più, una cifra pari a 770 euro; la stessa cifra che solitamente viene spesa nell’arco di due mesi, per adempiere alle proprie necessità alimentari. E questo si aggiunge agli aumenti di luce, gas ed acqua, al pagamento dell’Imu che impoveriscono la solita gente. E col perdurare della crisi aumentano le preoccupazioni per il futuro, la paura di perdere il proprio lavoro e di vedere diminuire il potere d’acquisto dei propri salari e stipendi, con la speranza e l’attesa di tempi migliori.
E’ doveroso sottolineare che, fermo restando i dati forniti da Bankitalia, sulle disuguaglianze del nostro Paese, all’interno della popolazione italiana, vi è un’enorme differenza tra fasce sociali e il dato impressionante è che il 50% delle famiglie possiede il 10% della ricchezza del Paese, mentre è soltanto il 10% a possederne il 45%; tralasciando la esigua percentuale dei super-ricchi.
Certamente questa divaricazione della forbice fra altamente ricchi ed altamente poveri, induce a pensare che un discorso inerente l’introduzione di una patrimoniale non sarebbe da tralasciare anche perché bisognerà, prima o poi, occuparsi di una certa fascia sociale per abbassare il loro livello di benessere, e cercare al contempo di provare a risollevare quello di chi vive in piena povertà o disagio economico.
Una soluzione al problema potrebbe essere l’inserimento di una tassazione ad aliquota sui grandi patrimoni, in quanto con il gettito ricavato, si abbasserebbe notevolmente la pressione fiscale sui redditi bassi e medio bassi, introducendo in modo capillare servizi e politiche per i giovani, per le famiglie e per i servizi ai cittadini.
Insomma, sarà sempre la gente povera ed onesta, i lavoratori, i giovani ed i pensionati a pagare tutte le manovre, a cui si chiedono enormi sacrifici, a cui si sta togliendo la certezza di garantire un futuro sereno ed una società più giusta ed equa, per loro e per i giovani del domani?
Nicola Sisinni – Commissario IDV Mesagne
Dr. Alessandro Saracino – Resp. le Public Relations IDV Mesagne