
Abbiamo appreso dalla stampa la notizia circa l’offerta di nuovi servizi a costo zero da parte dell’ATi Axa Gial Plast nel corso di un tavolo di verifica con l’Amministrazione comunale. Il primo aspetto che colpisce e che in tempi di ristrettezze economiche, suona alquanto strano che si offrano servizi nuovi senza pretenderne un adeguato corrispettivo. E allora viene da pensare che probabilmente quanto corrisposto sino ad oggi alla società per lo smaltimento rifiuti fosse talmente cospicuo da consentire alla stessa questi slanci di illusoria generosità. in realtà la questione è ben diversa. Infatti, da un’analisi attenta, appare evidente che nessun nuovo servizio viene offerto, ma si tratta in generale, di prestazioni, quali spazzamento e pulizia delle strade, insieme alla campagna di comunicazione, già previsti dall’attuale capitolato d’appalto – art. 2 paragrafo 2.2 e allegato D – che da tempo i cittadini pagano e anche pesantemente con la TARSU. Occorre pertanto precisare che laddove vi fosse stata una corretta osservanza del contratto stesso, e dunque un’attenzione maggiore da parte dell’amministrazione nell’imporre l’adempimento, tali servizi dovevano essere già adeguatamente forniti ai cittadini mesagnesi, da parte dell’azienda.
Cittadini, che continuano ad essere catalogati come incivili, quando in realtà sono stati costretti a conferire nella più assoluta precarietà; si pensi agli operatori commerciali costretti a recarsi direttamente alla piattaforma per l’impossibilità di conferire in prossimità dei loro esercizi, cittadini obbligati ad attese quindicinali per conferire carta, vetro e metalli oltre che un conferimento dell’indifferenziato ridotto, in questo periodo, ad un solo passaggio settimanale; nessun vantaggio e nessuna premialità per i cittadini che continuano a pagare lo stesso importo dello scorso anno solo grazie al recupero dell’elusione ed evasione fiscale relativamente agli anni precedenti, mentre si parla di una sorta di premialità per l’azienda che vede riconosciuti alcuni benefici dall’aumento della raccolta differenziata.
Ciò detto, auspichiamo che effettivamente vi sia una reale inversione di tendenza, anche se riteniamo che tutta la gestione della raccolta differenziata si sia rivelata assolutamente fallimentare e imbarazzante, per le continue e repentine disposizioni a cui si sono dovuti adeguare i cittadini da oramai diversi mesi, e che in alcuni casi hanno addirittura costituito, un serio impedimento ad un normale esercizio della propria attività. Ci riferiamo a quanto è accaduto e sta accadendo agli esercenti, che già gravati dall’assenza di una efficace politica economica e da un progetto di rilancio del turismo locale, si sono visti ulteriormente vessati da nuove disposizioni dell’amministrazione comunale che disponendo in “camera di consiglio” ha vietato agli stessi di tenere i carrellati all’esterno degli esercizi. Non comprendiamo come nonostante i ripetuti inviti da parte delle forze politiche e sociali del paese, a mutare il proprio atteggiamento, registriamo anche in questa vicenda, da parte dell’amministrazione comunale, un’assoluta assenza di volontà al confronto, alla mediazione, nell’interesse del paese. Si pone sempre il cittadino, che sia un privato, un’associazione, un dipendente, di fronte ad un diktat indiscutibile che non ammette soluzioni alternative. (Nella foto, Antonio Calabrese, segretario politico di Nuova Italia Popolare)