L’Avis di Mesagne lamenta l’inadeguatezza dei locali messi a disposizione dall’Asl per la raccolta del sangue. Se l’emergenza sangue è un gesto di civiltà, ai vertici dell’Asl non si intravede quella sensibilità che sarebbe necessaria per agevolare le associazioni e i donatori. Secondo le nuove normative europee i centri di raccolta del sangue devono assolutamente essere a posto fisso. Invece…
“Dobbiamo adattarci e ogni qualvolta dobbiamo fare una raccolta siamo obbligati a trasformare ambienti non idonei in centri di raccolta”, spiega Rosaria Magrì (nella foto) presidente dell’Avis Mesagne, uno dei comuni della provincia con il maggior numero di donatori che in passato ha raccolto anche 130 sacche.
Obiettivamente non è possibile continuare a lavorare in quelle condizioni. Negli ambienti dell’ospedale di Mesagne dove ieri mattina è stata organizzata la raccolta, il giorno prima si facevano altre attività sanitarie. Ieri le poltrone dove fare il prelievo erano ubicate in una sala d’aspetto. La normativa, invece, stabilisce che la raccolta si effettui in un ambiente completamente sterile.
I volontari dell’Avis di Mesagne ieri, di buon’ora, hanno trasformato quegli ambienti in centro di raccolta sangue. Hanno atteso che alle ore 8 arrivasse il personale per aprire le stanze. Invece i volontari dell’Avis dovrebbero avere solo il compito di sensibilizzare i cittadini a donare sangue.
Nell’ospedale di Mesagne di ambienti vuoti da attrezzare per un centro di raccolta fisso non mancano. Anzi. Oggi, quello che fu un ospedale, è mezzo vuoto. E allora? Sarebbe sufficiente un pizzico di buona volontà e di buona organizzazione. Ma tant’é. “Ogni volta che dobbiamo fare la raccolta di sangue dobbiamo fare i traslochi – aggiunge Rosaria Magrì -. L’affluenza dei donatori è condizionato da questi disagi. In passato abbiamo avuto anche 90 donatori che, però, non possono attendere oltre due ore per donare”. Di questa situazione la Direzione generale dell’Asl è al corrente. Ma… “Ultimamente non superiamo le 70 sacche. Spesso ci inviano meno personale e lettini per cui le file di attesa diventano interminabili. La gente, che ricordo arriva a digiuno, deve attendere sino alle 12.45 per poter donare. Non è possibile continuare così. Si fa tanto per convincere un donatore che non può attendere una intera una mattinata intera per qualche minuto. Purtroppo non ci permettono di lavorare come vorremmo. Il personale sanitario è encomiabile perché lavora senza sosta; è gente professionale e sempre disponibile. Il problema sta nell’organizzazione che sta a monte. Anche per le colazioni tutto è affidato all’improvvisazione; siamo noi che provvediamo per poi ottenere un rimborso. Però non c’é ancora la delibera in merito: li avremo quei rimborsi? Saranno questi i tempi che discuteremo in assemblea il prossimo 28 gennaio”, conclude la presidente dell’Avis di Mesagne.
Le lunghe attese per donare il sangue
Post precedente
Calcio. Oggi Grottaglie-Mesagne
Iscriviti
0 Commenti
il più vecchio