
Dopo le recenti e accese polemiche sulla mancata valorizzazione del patrimonio archeologico di vico Quercia e sul presunto bavaglio ad internauti e cittadini, ancora una volta, questa Amministrazione si pone al centro di ulteriori polemiche per scelte di governo giudicate, da più parti, compresa la Chiesa mesagnese, molto discutibili. Questa volta il pomo della discordia è rappresentato dalla discussa ordinanza di sgombero dei locali ex scuola Marconi imposta dall’amministrazione Scoditti alla Scuola “Armando Franco”, su cui le forze d’opposizione, trattandosi di una struttura pubblica, non possono esimersi dall’intervenire. Senza entrare nel merito della questione, in ordine alla quale ciascuno può avere già maturato il proprio convincimento, siamo costretti ancora una volta a sottolineare l’atteggiamento maldestro e inammissibile con cui questa amministrazione affronta questioni delicate che riguardano il governo del paese.
Come è noto, la Scuola “Armando Franco” è una scuola paritaria d’ispirazione cattolica, del tutto e per tutto assimilabile ad una scuola pubblica, a cui nel lontano 2002 furono concessi parte dei locali liberi presso l’ex scuola Marconi, affinché fossero utilizzati per attività scolastiche e didattiche. Da allora i locali concessi in comodato d’uso sono stati utilizzati in modo continuativo. Nel 2009, nell’ottica della razionalizzazione delle risorse pubbliche, la giunta Incalza progettò di ristrutturare l’ex scuola Marconi, affinché fossero ospitati uffici pubblici quali il Giudice di Pace, la Polizia Municipale e l’archivio storico, e fu chiesto ai rappresentanti legali dell’Istituto di lasciare i locali per permettere l’esecuzione dei lavori innanzi descritti. È il caso però di ricordare che in quell’occasione, come è giusto che fosse, si attivò preliminarmente un tavolo di concertazione e di dialogo utile a conciliare da una parte l’utilità pubblica riconosciuta all’Istituto, e dall’altra l’esigenza, sostenuta dall’amministrazione Incalza, di ridurre gli sprechi per meglio gestire le risorse pubbliche. Si deliberò dunque di prorogare la concessione dell’utilizzo della struttura, accertato che quella occupata dalla scuola non era interessata ai lavori, con l’impegno da parte dell’istituto di provvedere al pagamento di tutte le utenze di pertinenza.
L’Amministrazione Scoditti, invece, seguendo un copione oramai consolidato, ignora qualunque istanza o invito al dialogo, quale ne sia la fonte, anche quando a criticare il suo operato è un’ Istituzione di altissimo valore morale come la Chiesa Cattolica. La riprova è nella grottesca risposta che il Sindaco ha dato alle sollecitazioni mossegli dalla vicaria mesagnese dove risulta evidente, pur se velata da apparente cortesia, un atteggiamento irriverente e irriguardoso nei confronti dell’interlocutore quando parla di magnanimità dell’amministrazione nel voler eventualmente concedere “una stanza” all’Associazione cui fa capo la scuola “Mons. Armando Franco”. Un’amministrazione che parla di dialogo, ma non ama dialogare, parla di confronto ma si ostina a negare ogni tavolo di discussione che possa, come in questo caso, permettere alle parti di trovare soluzioni alternative, soprattutto se si discute dell’esistenza di un’istituzione di enorme rilevanza sociale come una scuola. Utopia per questo governo cittadino, autocratico e discriminatorio, incapace di cogliere le opportunità che associazioni laboriose – in questo caso una scuola paritaria – offrono alla comunità.
Assai discutibili ci sembrano anche i metodi adottati dall’amministrazione Scoditti per dare esecuzione all’ordinanza di sgombero, considerato che, da quanto si è appreso, ha dovuto “costringere” i suoi funzionari a disporre la sostituzione dei catenacci e delle serrature dei locali occupati dai malcapitati ospiti, che dal 31 luglio u.s. non possono accedere a detti locali, se non opportunamente scortati.
Le opposizioni ritengono l’intera vicenda grave, e riservandosi di esaminare tutta la documentazione d’interesse, fanno tuttavia appello al buon senso, nella speranza che questo prevalga e che attraverso il confronto si arrivi, quanto prima, ad una soluzione condivisa nell’interesse esclusivo della nostra comunità, alla quale deve continuare ad essere concessa l’opportunità di scegliere liberamente dove mandare a scuola i propri figli.
Le segreterie politiche del PDL – MI – NIP – NUOVO PSI – LA DESTRA – PPT