LATIANO Lunedì 12 giugno la Corte d’Appello di Lecce ha confermato la condanna in primo grado nei confronti dell’ex comandante della Polizia Locale, Vitamaria Pepe, 50 anni, di Cisternino, assistita dall’avvocato Claudio Ruggiero.
I FATTI La mattina del 15 gennaio 2016 presso lo stallo per disabili di via Balsamo, a Latiano, scoppiò un putiferio. Due vigili urbani, allertati da Cosimo Mosca, il figlio della signora a cui è stato concesso lo stallo, si portano in via Balsamo. Un’autovettura occupa abusivamente lo stallo. Redigono una relazione di servizio e scrivono che la signora che occupa abusivamente lo stallo sta spostando l’auto e spiega ai vigili che si era fermata per far scendere il marito, anche lui disabile. Aggiunge che anche lei ha fatto richiesta per avere anche lei il contrassegno.
Il pubblico ministero che ha indagato sul caso ritiene tale ricostruzione, contenuta in un documento ufficiale, non è veritiera. I fatti sarebbero andati diversamente: sono stati gli agenti a chiedere alla dirimpettaia di rimuovere l’auto. Inoltre nel pomeriggio dello stesso giorno Cosimo Mosca nota che lo stallo è ancora occupato dalla stessa vettura e chiama, questa volta, i carabinieri della stazione di Latiano. I militari elevano una contravvenzione.
L’ex comandante Pepe, in abbreviato, è stata condannata per due capi di imputazione su quattro contestati. Nel primo (capo B), si parla di falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atto pubblico; nel secondo (capo C), si parla di falsità materiale. In questo caso, una condotta non è stata provata, le altre sì. Pepe è stata assolta per quanto riguarda altri due capi d’imputazione.
Le parti civili sono assistite dall’avvocato Antonio Sartorio. L’avvocato Ruggiero ha dichiarato che preparerà il ricorso in Cassazione.
La sentenza della Corte d’Appello di Lecce. Sono state contestate una relazione di servizio e la concessione, retrodatata, a una donna che aveva occupato abusivamente il posto