Un vero e proprio centro eventi abusivo camuffato da semplice e tranquillo Bed & Breakfast familiare. È quanto hanno scoperto gli agenti del Commissariato di Polizia di Mesagne nel corso di un blitz mirato scattato lo scorso 2 luglio presso una struttura ricettiva del posto. L’operazione ha portato all’emissione di un’ordinanza di cessazione immediata di tutte le attività non autorizzate.
“Un’attività economica parallela esercitata in totale spregio delle regole sulla concorrenza e della sicurezza degli utenti”. Dalle testimonianze raccolte sul posto dai poliziotti, è emerso che i clienti esterni accedevano liberamente alla piscina della struttura previo pagamento di una quota d’ingresso fissa, stimata tra i 5 e i 6 euro a persona. Il tutto avveniva senza il rilascio di alcuna documentazione o ricevuta fiscale e senza che i frequentatori fossero iscritti all’Associazione di promozione sociale del gestore.
Gli accertamenti amministrativi successivi hanno confermato la gravità della situazione. La piscina presente nel complesso, infatti, è risultata urbanisticamente assentita come mera pertinenza privata ad uso esclusivo degli ospiti pernottanti nel Bed & Breakfast, priva di qualsivoglia requisito tecnico o autorizzazione sanitaria necessaria per l’apertura indiscriminata al pubblico.
Pesante anche il bilancio dei controlli dei tecnici della Asl, intervenuti a supporto della Polizia. Gli ispettori sanitari hanno riscontrato la totale assenza dei piani di autocontrollo Haccp, nonché la mancanza della documentazione minima attestante i requisiti igienico-sanitari per i punti di cottura e somministrazione.
Disposto lo stop immediato alla somministrazione di alimenti, ai party privati, alle serate musicali, alle grigliate e ai bagni a pagamento. “La prosecuzione di tali attività – si legge nell’atto – determina un grave pregiudizio alla salute pubblica, alla sicurezza e alla regolare concorrenza”. In caso di violazione, scatteranno i sigilli coatti e la denuncia all’Autorità Giudiziaria. Il titolare avrà ora 60 giorni per impiegare l’atto dinanzi al Tar competente.