
Anna Rita Pinto
(di Anna Rita Pinto) Domenica 11 ottobre a Mesagne è accaduto un fatto increscioso tra “vicini di casa” che si è trasformato in una diatriba pubblica sui social. L’associazione Cabiria, che dal 2011 opera attivamente sul territorio e che dal 2014 ha la sua sede al piano terra di palazzo Cavaliere a Mesagne, nella monumentale Piazza Orsini del Balzo, ovvero “il salotto buono della città”, ha manifestato, attraverso la voce della sua fondatrice e presidente Anna Rita Pinto, il suo palese fastidio nel sentirsi oscurata e “fagocitata” da Golosoasi, il locale da qualche mese gestito da Gianluca Dellomonaco. L’impeto della Pinto è esploso sui social dopo l’ennesimo invito inascoltato da quest’ultimo a confinarsi nel suo spazio e ancora dopo che la stessa Presidente ha visto pubblicare le foto dell’interno dei propri locali (regolarmente occupati con un contratto di affitto), accompagnati da un post pubblicato dal Dellomonaco che comunicava al pubblico la prossima apertura, a marzo e negli stessi locali, di un ristorante-pizzeria a sua gestione.
Ovviamente per la Pinto il problema non è stato quello di scoprire una cosa nuova, visto che lei stessa ha favorito l’accordo contrattuale tra il proprietario del locale e il Dellomonaco affinché il suo “vicino di casa” riuscisse ad accaparrarsi un posto prestigioso e ambito da molti allo scadere del contratto con Cabiria, né il fatto che da marzo l’associazione sarà senza una sede visto che, anche grazie alla crisi post Covid, non avrà la disponibilità di rinnovare il contratto e pagare un affitto commerciale degno di quel posto, né tantomeno per il fatto che lì sorgerà l’ennesima attività di ristorazione, perché ognuno, quando si tratta di attività private, può fare ciò che vuole. Semmai è rimasta fortemente infastidita per non essere stata avvisata, né dal proprietario dell’immobile (o da chi per lui) né dallo stesso Dellomonaco, che ci sarebbe stato un sopralluogo in sua assenza; scoprendolo poi dalle foto degli interni in questione, pubblicate appunto sul profilo del futuro subentrante. Oltre a questo però, che già basterebbe a far andare su di giri chiunque, la Pinto ha criticato quella che ha considerato essere una mancanza di tatto nei confronti di questa associazione, seguita e stimata da molti per la qualità delle sue attività, facendola sentire già morente ancor prima del tempo, oltre che ripetutamente oscurata da tavolini e cabane fino all’ingresso dei propri locali.
I seguaci di ognuno non hanno tardato a farsi sentire commentando i relativi post non risparmiando nessuno da critiche e generando così un malcontento generale fino a sfociare sull’operato dell’amministrazione e sullo stato generale delle cose. Per questo Anna Rita Pinto ci tiene a precisare che: “il proprietario del nostro locale ha sempre appoggiato la mission di Cabiria concedendoci, fin dall’inizio, un canone di affitto al di sotto del suo valore commerciale ed esonerandoci dal pagamento nel periodo del lockdown, così come l’attuale amministrazione nella persona del sindaco Toni Matarrelli, ha manifestato la sua intenzione, per la prima volta nella storia politica di questa città, a pubblicare un bando per l’assegnazione per merito di alcuni locali comunali ad uso delle associazioni culturali realmente attive”.
Anna Rita Pinto, pur ribadendo la sua posizione sull’importanza di tutelare questo comparto che molto fa per la vita culturale e sociale della città, oltre che ad essere spesso in prima linea in progetti ad inclusione sociale rivolti alle fasce più deboli; pur avendo manifestato il suo dissenso a ciò che ha vissuto come una violazione di domicilio e degli spazi di propria pertinenza anche all’esterno del locale e pur sentendosi ferita per la mancanza di sensibilità verso un’attività ancora esistente che non merita di essere oscurata in alcun modo, si scusa pubblicamente con tutte le parti coinvolte per la modalità e i mezzi utilizzati per esprimere tutto questo. Inoltre avendo compreso che da parte del Dellomonaco questi atti siano scaturiti da superficialità e non da una volontà di ledere né la privacy né l’immagine dell’associazione, la Pinto afferma di non voler dare seguito in alcun modo a questa polemica, auspicando di ritrovare un rapporto civile tra le parti, al fine di continuare a lavorare tutti serenamente fino al cambio del testimone.
Premesso ciò e nel rumore di questo scontro, l’associazione culturale Cabiria spera comunque di aver acceso i riflettori su tutte quelle associazioni culturali che versano nello stesso stato di difficoltà, ricordando a tutti che, se dopo anni di oscurità, Mesagne ora splende di luce propria fino ad essere considerata un esempio dai comuni limitrofi, è perché tutti, dalle amministrazioni che si sono succedute in questo ultimo decennio, ai commercianti, ai ristoratori, agli imprenditori e alle associazioni culturali, si sono impegnati affinché accadesse questo miracolo. Se si è riusciti a diventare una specie di microcosmo felice è perché c’è stato equilibrio nell’operato di tutti.
“Ecco, è quest’ equilibrio – secondo la Pinto – che bisogna mantenere e tutelare. Questa è la parola chiave. E l’equilibrio, spesso, sta nell’educazione civica di ognuno oltre che nella sfumatura delle piccole cose”.
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Ma, in tutto questo causato dalla chiamiamola superficialità di chi è entrato in casa di un altro credendola propria.
CHE CENTRA L’OPERATO DELL’AMMINISTRAZIONE?!
La frittata oramai l’avete fatta. Ora, dato che avete coinvolto un’intera cittadinanza con le vostre cose… Lasciando stare le cattive abitudini che avete acquisito per arrivare a certi gesti, Se vi vedo in casa mia, anche con le chiavi che vi ha dato il proprietario, io chiamo la polizia, IL RESTO D’ITALIA PURE! Non sarebbe l’ora che sfruttate quelle giga che avete sul telefonino per studiarvi un po’ di legge che pure vi siete messi in bocca? Così capite quello che potete fare e quello che non potete fare, su suolo pubblico e privato! Magari è la volta buona che… Leggi di più »
Cioè, rimane il cattivo gusto e cmq l’illecito di entrare in casa senza l’autorizzazione del proprietario?
Li conoscete i contratti di affitto?
Ma la prossima volta fatevela una telefonata dove vi scornacchiate pure, senza chiedere aiuto ai social, che se arriva poi mettete PER PRIMI DALLA PARTE DEL TORTO: TUTTI INSIEME.
In questa tempesta di comunicati ncapu a loru, mi sfugge una cosa.
Ma il golosoasi non era gestito da una cooperativa per ragazzi svantaggiati?
Cosa mi sono perso?
Quale stato il passaggio, semmai.
Io un po’ di gravità ce la vedo.
È troppo semplice ritirare le proprie parole, perchè il risultato raggiunto non è stato quello che si sperava.
L’ufficio stampa di cabiria, il team di quel altro, ma smetteta! Ma che credete che la gente sia scema?
Infatti, ad oggi chi rappresenta questi signori, se non loro stessi?!
La potrebbero finire di considerare la gente cone carne da macello?
Al di là delle opposte fazioni che ci hanno fatto leggere un sacco di chiacchiere. visto che ci tengono tanto a quella piazza, non è una bella presentazione quei pali anti traffico a terra, per favorire non si capisce quale entrata, proprio sotto al loro portone.
Badate piuttosto a chi mettete “a capo” di certe commissioni non si capisce come e perchè, che poi consegna queste figuracce! Altro che microcosmo!