
La Mercedes di Fabio Marini è stata distrutta da un attentato incendiario. Il fragore sentito in tutto il quartiere Sant’Antonio, dove abita il presidente dell’associazione Antiracket ed Antiusura, è stato provocato dallo scoppio dei vetri della Mercedes e non da una bomba come si è creduto in un primo momento. I malviventi hanno cosparso di benzina tutta la carrozzeria perché l’attentato non fallisse. E così è stato. Purtroppo. L’auto che Marini aveva acquistato usata dall’autista del suo amico fraterno, il regista Sergio Rubini, è inservibile.
Gli investigatori della polizia di Stato, coordinati dal vice questore aggiunto Sabrina Manzone, stanno indagando a 360 gradi. Hanno già visionato il filmato di una telecamera privata. Ma con scarsi risultati. La videocamera è posizionata lontano dal punto dove è avvenuto l’attentato, è in una posizione defilata per cui i filmati non potranno essere di grande aiuto agli agenti investigativi. Un dato è certo, ad oggi: dei piromani non c’è ombra.
In conferenza stampa la dott.ssa Sabrina Manzone non si è espressa. Ha detto che stanno lavorando, che prima o dopo saranno assicurati alla giustizia sia i mandanti che gli esecutori materiali del vile attentato. Ed ha aggiunto di essere fiduciosa.
Da parte sua, Fabio Marini, che ieri si è presentato prima all’incontro presso la sede dell’associazione che presiede e successivamente in conferenza stampa organizzata dal sindaco Scoditti, è visibilmente stanco e provato per una notte passata insonne. E’ teso, esausto. Ma ha confermato la sua piena fiducia nelle Istituzioni e nelle Forze dell’Ordine. Il suo cellulare ha squillato per tutta la notte tra venerdì e sabato. Tra i primi a portagli la solidarietà il Ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, che ha voluto sapere i dettagli dell’attentato. Poi una sequenza interminabile di telefonate da parte amici, autorità e rappresentanti istituzionali. Fabio Marini, che lavora nel settore dello spettacolo, è stato raggiunto telefonicamente anche da artisti ed attori che lo conoscono molto bene e sanno del suo attaccamento e del suo impegno civile per la sua Mesagne. Lo ha chiamato anche Sergio Rubini preoccupato per le notizie che erano rimbalzate a Roma.
Ieri in mattinata Marini ha incontrato in forma privata il prefetto Nicola Prete che ha raggiunto Mesagne assieme al questore Alfonso Terribile. Poi, poco prima di mezzogiorno, assieme a tutto il consiglio dell’associazione, ha ricevuto nella sede di piazza Orsini del Balzo, l’ex sottosegretario agli Interni, Alfredo Mantovano che lo scorso anno aveva inaugurato la sede concessa dall’Amministrazione comunale. All’appuntamento c’era l’ex sindaco di Mesagne, Mario Sconosciuto, amico personale di Fabio Marini, l’ex referente regionale di Libera don Raffaele Bruno, l’on. Cosimo Faggiano, già assessore nella giunta Scoditti per “Percorsi di Legalità”, delega che dopo le dimissioni di Faggiano il Sindaco ha tenuto per sé, il presidente del Consiglio comunale, Fernando Orsini, il legale dell’associazione avv. Carmelo Molfetta.
Successivamente c’è stata una conferenza stampa in Commissariato dove la dott.ssa Manzone ha mostrato i filmati relativi all’incendio di una autovettura Fiat Tipo avvenuto la notte del 30 aprile in via Federico II Svevo. Una azione criminosa non collegabile ad altri precedenti attentati consumati ai danni dell’imprenditore Luigi Devicienti, per la quale è stato deferito alla competente autorità giudiziaria il pregiudicato mesagnese, Angelo Calia di anni 26.
Per Fabio Marini, che non era difficile ritenere obiettivo a rischio per la carica che ricopre, purtroppo non era stata presa nessuna misura di sicurezza precauzionale anche se, come ha dichiarato la dott.ssa Manzone, nei pressi di largo Sant’Antonio c’è la costante presenza delle Forze dell’Ordine per il controllo di un pregiudicato sottoposto agli arresti domiciliari. E’ certo che l’obiettivo Marini era stato programmato nei minimi particolari. Era stato deciso che doveva essere un’azione punitiva eclatante per far capire alla città che la forza e la presenza della criminalità organizzata. Così è stato. Non è stato un attentato come tanti altri. Diversamente sarebbe stato eseguito la scorsa settimana quando per motivi di famiglia Marini è mancato una intera settimana lasciando la sua auto parcheggiata nei pressi della sua abitazione.