“Ancora oggi dopo 40 giorni non ci siamo resi conto che mio padre sia morto”. Gabriele (nella foto) 41 anni, figlio di Faustino Di Maggio (a sinistra nella foto) 76 anni, morto di Covid 19 a San Giovanni Rotondo il 14 marzo, apre a Mesagnesera il suo ricordo del padre. “Mia madre aspettava di poter andare al cimitero per piangere mio padre. Ma, dopo l’apertura del sindaco Matarrelli, è arrivata la doccia fredda con la decisione del Prefetto di mantenere ancora chiuso il cimitero. Faustino è stato il primo dei due morti mesagnesi di Covid. “Quando a San Giovanni, dove lo avevamo ricoverato per un’altra patologia, si resero conto che aveva contratto il coronavirus, isolarono mia madre nel bagno della cameretta per due ore. Quando fu “liberata”, mio padre era stato già portato via. Poveretta non ha ancora capito nulla, sa solo che papà è morto, ma non è potuta venire al cimitero per la sepoltura perché fu subito posta in quarantena dalla quale è uscita solo nei giorni scorsi. Naturalmente non è ancora riuscita a capire come e perché papà sia morto quando il piccolo intervento a cui era stato sottoposto era riuscito bene”. Mamma Lucia è rimasta sola in casa. Tutto il giorno è seduta vicino alla porta della sua casetta del centro storico in attesa che uno dei figli la vada prendere per portarla al cimitero per piangere il suo Faustino.
Mia madre aspetta ancora di piangere sulla tomba di mio padre
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Sono stati ripresi i lavori nel centro storico
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