Giuseppe Palma, 47 anni, l’imprenditore di Monteroni che denunciò presunte tangenti nell’aggiudicazione degli appalti all’interno della centrale Enel di Cerano, l’altro ieri sarebbe sfuggito ad un misterioso agguato mentre sull’auto del figlio si trovava nei pressi di una chiesetta tra Monteroni e San Pietro in Lama. Qualcuno avrebbe tentato di ucciderlo sparandogli colpi di pistola mentre era in auto. L’auto è finita fuori strada, hanno continuato a sparare, e si sarebbe accovacciato sul sedile, riuscendo poi a scappare e a mettersi in salvo. Subito dopo ha chiamato il 112 ed ha atteso l’arrivo dei carabinieri che hanno riscontrato sull’auto alcuni fori. Giuseppe Palma con un suo esposto ha fatto aprire un’inchiesta, con conseguenti arresti di cinque dipendenti con l’accusa di corruzione, e due avvisi di garanzia nei confronti di dirigenti del sito Enel di Brindisi. Palma ritiene che il grave episodio sarebbe da collegare all’inchiesta sulle tangenti Enel. Ha raccontato ai militari dell’arma che qualche settimana fa sarebbe stato avvicinato da un uomo robusto e pelato che gli avrebbe detto: “Tu al processo non arriverai vivo”.
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