Continuano le indagini sul tragico incidente che ha sconvolto la città di Mesagne. Nel corso delle ultime ore, è stato sequestrato il telefono dell’automobilista che si è costituito in commissariato, elemento che potrebbe rivelarsi fondamentale nelle verifiche in corso.
A distanza di alcuni giorni dalla drammatica vicenda del Primo maggio, i pensieri di molti restano rivolti al giovane Lamine Barro, il 27enne senegalese che ha perso la vita sulla provinciale che collega Mesagne a San Vito dei Normanni. Quella sera, mentre si trovava in sella alla sua bicicletta, è stato travolto da un’auto. La mattina seguente, l’automobilista coinvolto si è presentato spontaneamente in commissariato, dove è stato condotto in ospedale e sottoposto ai consueti accertamenti tossicologici e alcolemici: i risultati, fortunatamente, sono risultati negativi.
La perdita di Lamine ha colpito profondamente tutta la comunità mesagnese e l’intero territorio, poiché si trattava di un giovane padre di famiglia, lontano dalla moglie e dalla figlioletta, ancora in Senegal, da cui desiderava costruire un futuro migliore. Circolavano voci secondo cui, per ore, il corpo del ragazzo sarebbe rimasto riverso a terra, ignorato dai passanti. Tuttavia, secondo quanto confermato dagli agenti della polizia di Stato del commissariato locale, guidati dal vicequestore Giuseppe Massaro, poco dopo l’incidente un secondo automobilista avrebbe allertato le forze dell’ordine e i soccorsi. È molto probabile che Lamine abbia subito un trauma cranico così grave da avergli causato la morte sul colpo.
Le indagini proseguono per chiarire ogni dettaglio di questa tragedia. Oltre alla confisca della patente dell’automobilista, che è ancora sotto denuncia in stato di libertà, è stato sequestrato anche il telefono cellulare. Questa misura serve a verificare eventuali attività svolte con lo smartphone durante il sinistro e nei momenti immediatamente successivi, al fine di ricostruire con precisione le ultime ore del giovane sfortunato.