Il Partito Democratico ha deciso. Sarà il dott. Ninni Mingolla (nella foto) il suo candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative. E’ stato un parto complicato, lungo e difficile. La decisione è stata presa dalla segreteria del partito riunitasi ieri sera nella sede di via Roma. Il segretario Francesco Rogoli la porterà alla valutazione degli organi statutari del partito e, in settimana, ai partner della coalizione Progettiamo Mesagne, Italia dei Valori e il movimento politico di Dario Stefà no. Con Mingolla, se accetterà , sono cinque i candidati in corsa per la poltrona di sindaco: Pompeo Molfetta, Sabrina Didonfrancesco, Emilio Guarini, Flavio Dipietrangelo e appunto Ninni Mingolla. Per il momento. Ma potrebbero aumentare.
Infatti difficilmente Progettiamo Mesagne accetterà la candidatura di Mingolla. Lo ha detto chiaramente e ripetutamente nelle scorse settimane al Pd al quale ha chiesto non solo un programma condiviso ma un netto taglio con il passato. E Mingolla – secondo i dirigenti di Progettiamo Mesagne – non è la novità che si aspetta l’elettorato mesagnese in quanto è stato Presidente del Consiglio comunale, vice presidente della Provincia e segretario di partito. Anzi Progettiamo Mesagne ha chiesto di più: che il Pd, una volta tanto, facesse un passo indietro. Figuriamoci. Se il Pd per il dopo Scoditti avesse avuto intenzione di cedere la candidatura di sindaco l’avrebbe potuta fare al tavolo della sinistra e a favore di Pompeo Molfetta. Ma così non è stato e non sarà anche perché – sostengono i dirigenti del Pd – un partito di maggioranza relativa ha il diritto-dovere di proporsi alla guida della città . Ma tant’è. Progettiamo Mesagne aspetta l’indicazione del Pd per portarla alla discussione del suo gruppo dirigente che si riunirà venerdì 13. Se entro quella data non avrà ricevuto indicazioni, si sentirà libero di rompere il tavolo e in conferenza stampa spiegherà ai mesagnesi cosa e dove intende andare.  E non è escluso che presenti un proprio candidato come fece 5 anni fa con Domenico Magrì.Â

Speriamo Direttore che la notizia venga invece a brevissimo confermata. Il dott. Mingolla è l’ultima carta buona che il Pd possa giocarsi per vincere. Ed è assurdo che ancora tutti non lo abbiano capito.
Si . .è vero . .è proprio assurdo. . .ma assurdo assurdo assurdo!! Chissà perchè tutti i mesagnesi non lo capiscono Dario!!??
Ma il PD . .non aveva per statuto dichiarato necessario il passaggio dalle primarie!?
..una nota…mai usare la parola “assurdo” quando si parla di politica…ci stanno abituando a dei paradossi che la metà bastava!!