NO alla sistematica occupazione governativa di tutte le pubbliche poltrone.
NO allo stillicidio di querele contro giornalisti critici e altre scomode persone.
NO alle tante clientele e allo sperpero continuo del pubblico denaro
per i viaggi della premier e di suoi compari, con profitto nullo o raro.
NO al roboante inasprirsi delle pene dei famosi decreti sicurezza,
che di certo non tutelano i cittadini e questo è più che una certezza.
NO ad una politica estera subordinata alla volontà trumpiana,
che cancella i diritti internazionali e la democrazia americana.
NO al nostro Governo, che di frequente ricorre alla decretazione,
sottraendo al Parlamento il potere legislativo e ogni discussione.
NO ad un Governo arrogante che pensa solo ad accrescere il suo potere,
che non ha una reale idea di Paese e ogni giusta riforma lascia cadere.
NO a chi continua a proporre false narrazioni, mistificando la Storia,
che del distruttivo regime fascista conserva ben viva memoria.
NO a subdoli tentativi di cancellare o manomettere la nostra Costituzione,
fondata nel 1946 da uomini liberi per dare al Paese dignità e ricostruzione.
NO ad antistoriche sovranità contrapposte alle realtà internazionali,
vie obbligate per una vera crescita delle varie economie nazionali.
Ma soprattutto
alla riforma delle carriere dei giudici, proposta dalla nostra “maggioranza”,
che delle regole, dei controlli previsti dalle leggi non ha alcuna tolleranza
e che vuol ridurre l’indipendenza e l’autonomia della Magistratura,
i cui membri dalla mafia hanno già subito in passato morte sicura.
Secondo il Governo, i magistrati del C. S. M. si possono scegliere con un sorteggio,
da tutte le istituzioni modalità, questa, ritenuta sempre il peggio del peggio.
Da questa riforma un pilastro della democrazia liberale è gravemente minacciato:
il primo passo verso una concentrazione dei poteri è chiaramente annunciato!