Mesagne ha bisogno di una guida limpida, forte e non di un portaborse, Quando Matarrelli si è dimesso per candidarsi alla Regione, tutti hanno sperato che il Comune di Mesagne non diventasse un mega-ufficio di collocamento. In questi tempi di guerre e di crisi, di poveri che aumentano ed affollano la mensa Zaccheo, non c’é bisogno di avanspettacolo. Basta con i cabarettisti. C’é bisogno di uno che conosca le dinamiche del mestiere, una guida forte, capace, intraprendente e con una chiara visione dei problemi che attanagliano la città. Che sono tanti. Un altro Matarrelli? Certo, non sarà facile. Ma bisogna andare in quella direzione. Il tempo stringe. La partita non è lunga. Basta con gli equilibrismi. E guai a ragionare con la forza dei voti. E’ passato il tempo di quando si poteva spedire il pallone in corner. Entro il 23 aprile si dovranno presentare candidature e liste. Invece continua l’assordante silenzio. Quasi che fosse una loro prerogativa. Mesagne non é una loro proprietà. E se la città fosse meno tollerante del solito? Resta da capire se a Pasqua il candidato sindaco risorgerà dalle segrete stanze. Se ci sveleranno cosa hanno deciso. A nome e per conto dei mesagnesi.
Nominare é facile, serve il consenso
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