
Alla luce di alcuni commenti che ritiene legittimi “ma a suo avviso non pertinenti” della stampa sulle sue dimissioni dalla carica di assessore, Vincenzo Montanaro (nella foto) sente il bisogno di rendere pubbliche alcune precisazioni non prima, però, di congratularsi con l’on. Matarrelli al quale porge un sincero in bocca a lupo. “Pur non condividendo alla radice il modo in cui neo-eletto Deputato interpreta il suo ruolo e funzione pubblica – spiega Montanaro -, non mi sfugge che, più del mio, conta il giudizio dei cittadini che lo hanno sostenuto e democraticamente votato ed ai quali va riservato il massimo rispetto”.
“Per questa elementare ragione l’equazione elezioni Matarelli dimissioni Montanaro non regge – aggiunge il rappresentante del Pd mesagnese -. Una tale rappresentazione assolutamente artificiosa non corrisponde a verità e serve solo, forse, all’audience.
A riprova di tanto giova sottolineare che le dimissioni non sono state rassegnate all’indomani delle elezioni bensì iscritte al protocollo riservato del Comune alle ore 12,45 del 25.02.2013 e quindi ad urne ancora aperte, e prima che lo “tsunami” si abbattesse sul sistema politico italiano (tornerò su questo).
La decisione era stata presa da tempo; ho atteso solo l’ultimo minuto prima che la campagna elettorale si concludesse per formalizzarla.
Per tale ragione mi spiace che sul fuoco della polemica abbia soffiato anche chi da mesi, avendone in qualche modo condiviso le motivazioni, sapeva delle difficoltà, frutto sicuramente della mia incapacità, a sintonizzarmi con l’Amministrazione Scoditti.
Nell’annunciare le dimissioni ho cercato di spigarne brevemente le ragioni al Sindaco, morso soprattutto della preoccupazione che il centro sinistra a Mesagne in questi anni non ha fatto sino in fondo il proprio dovere; purtroppo le mie modeste considerazioni sono state superate ampiamente dal giudizio che gli elettori hanno riservato alla nostra coalizione non solo qui a Mesagne ma in Puglia e per altre e più profonde motivazioni anche in Italia.
Allora nei prossimi giorni occorrerà vivisezionare il voto tentando di comprendere: perché dopo otto anni la Puglia torna a guardare a destra; perché a Mesagne c’è stato solo un parziale travaso dei voti dal Pd a Sel senza che la sinistra complessivamente abbia fatto passi in avanti; perché la proposta politica di Bersani & Co non è stata accolta dagli italiani.
Non è più tempo di nascondere la polvere sotto il tappeto: né dipingendo come schegge impazzite i nostri giovani dirigenti che sfidano l’Amministrazione Comunale a recuperare smalto e slancio nell’interesse della Città, né tantomeno agitando in modo volgare e senza contraddittorio lo spauracchio del grande vecchio, pronto al tanto peggio tanto meglio, che si esorcizzano i problemi”.
Conclude Vincenzo Montanaro: “Forse la soluzione è quella indicata ieri da Peppino Caldarola “Basta con la sinistra né carne ne pesce. Bisogna far ragionare e far sognare. Basta brodini. Meglio aglio, olio e peperoncino. Bisogna archiviare la stagione del populismo di sinistra …………. Siamo andati a sbattere. Evitiamo processi sommari, ma questa volta affrontiamo il toro per le corna”. Nella foto, Vincenzo Montanaro.