
Antonio Capodieci (nella foto) componente del Direttivo Cittadino e Provinciale del Partito Democratico, scrive una lettera aperta al Segretario del locale circolo del Pd, Alessandro De Nitto, che riportiamo integralmente.
Caro Segretario, ho letto con profondo sconcerto e altrettanta indignazione il tuo ultimo comunicato, dal quale desidero prendere formalmente e apertamente le distanze, sia per il metodo, sia per la forma sia per il contenuto.
Per il metodo, poiché ritengo che un Segretario dovrebbe rappresentare tutto il partito e prima di prendere posizioni in maniera così dissacrante contro tutto e tutti e contro lo stesso Pd, ha il dovere di consultarsi almeno con il Direttivo.
Per la forma che, incomprensibile ai più, alludendo e non dicendo, denunciando malaffare e cattiva politica, da cui solo da oggi si sente il bisogno di prendere le distanze – e perché solo oggi? – senza mai riferimenti diretti ed aperti alle questioni che si pretenderebbe di denunciare, aderisce di fatto a quel vecchio modo di fare politica dai cui, a parole, vorresti dissociarti.
Per il contenuto, poiché scrivi Libertà, ma intendi libertinismo, credi infatti che lo Statuto sia una cosa retorica e inutile che vorresti non rispettare a tuo piacimento e non una “Carta” vincolante che garantisce con le regole la Libertà, questa si quella vera, di partecipazione. Arrivi addirittura ad affermare che la “Libertà è Diserzione”, denunciando, anche nel vocabolario, derive gruppettare e qualunquiste che, con il Partito Democratico e con i suoi militanti non hanno nulla a che fare.
Mi arrogo il diritto di risponderti apertamente e pubblicamente, ad una tua posizione pubblica, poiché in tempi non sospetti, e sempre nelle sedi opportune, ho contestato i metodi e i contenuti delle recenti scelte politiche del Partito, ma di fronte alla perdita di 4000 voti e di decine e decine attivisti, mi sarei aspettato un atteggiamento più mite, più prudente, e autocritico, innanzitutto volto a capire il perché di tale débâcle.
Che sia chiaro, io credo che Tu insieme ai giovani compagni – per i quali provo una personale simpatia ed una certa invidia per l’entusiasmo – che, come dici Tu, “ci stanno mettendo la faccia” non siete gli unici artefici di questa situazione anzi, probabilmente, siete anche “usati”. Questo ovviamente non vi assolve, pur mettendo nel conto la vostra buona fede, non vi assolve dalle responsabilità politiche che vi assumete, senza tenere in alcun conto gli interessi della Città.
L’acrimonia che traspare dal comunicato mi sembra sia dettata da persone che visti i fallimenti dei propri personali progetti politici pensano bene di voler distruggere tutto: il Partito a livello nazionale e locale, alleati ed avversari interni ed esterni, e persino, l’Amministrazione comunale, pur avendone la maggiore responsabilità e rappresentatività.
Con quale fine e quale strategia, francamente, mi è oscuro!
Ti ricordo che esprimiamo, il Sindaco, due assessori e il Presidente del Consiglio Comunale, tutte scelte fatte sempre dallo stesso gruppo dirigente che in questo momento li contesta nelle forme di cui stiamo discutendo. Senza esprimere peraltro una misera parola di autocritica sulle proprie scelte.
Mah, e chi ci capisce nulla!
Caro Alessandro, la politica è responsabilità, progettualità e capacità di governo, capacità di conoscere e rispondere ai bisogni dei cittadini, sforzo congiunto per cercare di costruire soluzioni collettive ai tanti problemi personali. Questo metodo ho imparato osservando e studiando chi ha fatto bene in passato e da questo metodo occorre ripartire. Il metodo è fondamentale.
Con l’atteggiamento dissennato e antipolitico che traspare da questo comunicato, e non solo da questo per la verità, e per le scelte politiche fatte negli ultimi tempi, mi sembra che manchi proprio questo aspetto.
Mai una volta viene affrontato un tema concreto che riguardi la Città e non il Partito, o i suoi dirigenti, ed il risultato elettorale del Partito Democratico arretra proporzionalmente alla sua incapacità di elaborazione Politica, intesa, come ho detto prima, come capacità di elaborare soluzioni collettive.
E’ certamente necessario dare una svolta all’Amministrazione Comunale e il Sindaco saprà trovare le risorse nella Città per dare le risposte necessarie a garantire una buona amministrazione, ma è altrettanto necessario fare lo stesso con il Partito non per il Partito in se, ma per la sua funzione sociale.
Chi immagina altre strade, farà pagare un prezzo salatissimo a Mesagne, che non mancherà di presentare, giustamente, il conto; come peraltro ha già fatto domenica e lunedì scorso, e tutto questo non può avvenire a mio nome.
Antonio Capodieci, componente del Direttivo Cittadino e Provinciale del Partito Democratico