Caos elezioni a Mesagne: parenti serpenti e candidati. Oggi é festa, e nelle famiglie mesagnesi riunite a pranzo, potrebbe scoppiare un…conflitto d’interessi tra moglie candidata, marito aspirante assessore e il nipote che “vuole provare”. Nella vignetta la tavola della domenica è diventata un campo minato. Ormai non si vota più per appartenenza politica, ma per sopravvivenza familiare. In ogni casa ci sono più candidati. Scoppiano i drammi. Il problema è matematico. Se in famiglia si é in quattro ma i candidati, tra parenti e affini sono sei, qualcuno finirà inevitabilmente “diseredato” prima del caffè. Lo zio ti guarda storto se non prendi il suo santino; la cugina ti nega il saluto perché hai messo il “like” al post del suo rivale. Che è poi tuo cognato. I nonni fanno lo sciopero della fame: non sanno più a chi dare la preferenza senza scatenare una guerra civile tra i figli. Addio famiglia unita. Quest’anno a Mesagne la spartizione dei voti scotta più della teglia di patate, riso e cozze. Le alleanze saltano tra il primo e il secondo piatto.
Oggi a pranzo è guerra nelle famiglie mesagnesi
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