Il 16 agosto 2019 un attentato incendiario distrusse la Fiat Punto di un maresciallo dei carabinieri, nativo di Mesagne, in quel periodo in servizio presso la stazione di Latiano. Sul posto arrivarono i carabinieri di Mesagne ed i vigili del fuoco. Non ci volle molto per gli investigatori a capire che si trattava di un incendio doloso. Dalle indagini si risalì al movente: una vendetta da parte di un pregiudicato di Mesagne che nei giorni precedenti era stato multato per violazione del codice della strada. Le indagini, effettuate con l’ausilio di intercettazioni audio, video e pedinamenti, confermarono i sospetti. Oltre a scoprire gli autori dell’attentato incendiario, gli inquirenti scoprirono che su Mesagne si era ricomposto un gruppo dedito al traffico di sostanze stupefacenti del quale faceva parte chi aveva incendiato l’auto del maresciallo dei carabinieri.
DALL’ARCHIVIO 16 agosto 2029 – Questa notte, poco prima dell’una, hanno incendiato e distrutto l’auto, una Fiat Punto, di proprietà del maresciallo dei Carabinieri, A. M., mesagnese e residente in città, ma in servizio presso la stazione dei carabinieri di Latiano. E’ accaduto alle ore 00:45, in via Benevento, una traversa di via Guglielmo Marconi. Le fiamme sono state domate dai Vigili del Fuoco di Brindisi e hanno parzialmente danneggiato il paraurti posteriore del veicolo, parcheggiato nelle adiacenze della residenza del sottufficiale. Dai rilievi effettuati dalle forze dell’ordine, con il supporto anche delle immagini riprese dalle telecamere della zona, è emerso che l’origine dolosa del rogo è doloso.
Operazione Fire: come partì l’indagine
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