La morte di Papa Benedetto XVI è motivo di riflessione anche per la comunità brindisina che ha ricevuto l’onore, e per i fedeli il grande gesto d’amore cristiano, di una visita durata ben due giorni nel giugno 2008.
Gli organi di stampa locali e non oggi ne evidenziano la portata storica per la città; certamente le emozioni sollecitano il ricordo e la trepidazione che caratterizzò la presenza di Sua Santità in un momento in cui anche i fedeli della provincia, della regione e di buona parte del sud Italia si strinsero a Lui in città.
Tutto questo è ai più, brindisini e non, noto.
Ciò che ricordo e suscita emozione personale ma, ritengo da condividere , è l ‘intensa ed attenta azione posta in essere per la migliore riuscita dell’evento dalle Autorità di Pubblica Sicurezza e Locali tutte ovvero ed in particolare dal Comune di Brindisi unitamente a tutte le Associazioni di categoria presenti ed alla Autorità Portuale, sin da quasi due mesi prima della data comunicata dalla Curia Arcivescovile.
Si assistette ad un crescendo di interesse partecipativo finalizzato a rendere inclusivo al massimo il pensiero della accoglienza (peraltro noto ai brindisini) . Ma l’accoglienza del Santo Padre rese i massimi rappresentanti istituzionali a tutti i livelli coesi e convinti dell‘importante evento che come accennato si sviluppò in due giorni intensi e logisticamente articolati e complessi proiettando la città anche sulle TV di tutto il mondo.
Ricordo lo spirito partecipativo posto in essere da chiunque svolgesse un ruolo – diretto od indiretto – nel protocollo dell’organizzazione degli eventi e di come le parrocchie abbiano supportato le varie manifestazioni propedeutiche alla manifestazione della preghiera collettiva Cristiana.
Ricordo l’ interesse delle Associazioni, tutte datoriali e dei lavoratori, affinché al Santo Padre fosse riservata l’accoglienza più qualificata anche per il tramite di simboli.
Ricordo la “spianata” portuale ed i percorsi cittadini porto – aeroporto- centro storico pullulare di gente e fedeli con gli sguardi felici . Un tripudio di felicità univa dalla fede e dall’apprezzamento nel segno identitario di una comunità stretta al massimo rappresentante terreno della chiesa di Cristo.
Certamente un momento da elevare ad esempio nel simbolo identitario, sottolineo ove opportuno e necessario, a volte trascurato o posto in penombra per ragioni “non sempre note” nel mentre il tempo scorre. Veloce .
Avv . Teodoro Nigro (già Dirigente Comandante della Polizia Locale – città di Brindisi) .