In mezzo alla rabbia e alla delusione del Napoli, ieri abbiamo vito in tv un’immagine che racconta un altro calcio. Milinkovic Savic, il barbuto portiere del Napoli, a fine partita abbracciato Pessina, il giovane portiere del Bologna lanciato a sorpresa al posto dell’infortunato Skorupski. Lui, ragazzo con gli occhi lucidi e il peso di una partita enorme addosso. L’altro, gigante d’area, che non lo consola, ma lo onora. Lo stringe come si fa con chi ha avuto il coraggio di prendersi una responsabilità più grande della propria età. Il Bologna ha vinto, Pessina ha risposto presente. E in quel gesto c’è tutto: rispetto, protezione, riconoscimento. È il calcio che non umilia, ma valorizza. È il messaggio di un portiere che vede oltre i colori e saluta un collega dicendogli, senza parole: “Hai fatto qualcosa di importante. E io lo so”. Perché puoi essere grande davvero solo quando sai riconoscere la grandezza degli altri
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