Rito di consegna delle Chiavi alla Madonna del Carmine: dalle mani del sindaco alla Protettrice di Mesagne un simbolo di speranza, per un futuro di pace.
Ecco il testo integrale del discorso pronunciato dal Sindaco della città Antonio Matarrelli:
“Carissimi Reverendi Arciprete e Vicario Foraneo, Reverendi Padri Carmelitani, Parroci e clero tutto, carissima comunità di Mesagne,
ci ritroviamo per condividere un momento di profonda devozione e per affidare la nostra amata città alle mani materne della Madonna del Carmine, nostra Protettrice.
La preghiera che da sempre accompagna i giorni della Novena e della festa assume oggi un significato ancora più intenso. Cresce la preoccupazione per il panorama geopolitico internazionale, sempre più complesso. I conflitti si susseguono e la diplomazia e il diritto internazionale faticano a individuare soluzioni efficaci, con conseguenze drammatiche per milioni di innocenti in tutto il mondo, costretti a fuggire a causa del terrore e della fame.
Come ha dichiarato meno di un mese fa Papa Leone XIV, “La pace non è un’utopia spirituale”, esprimendo così una marcata attenzione ai temi della nonviolenza, da coltivare con iniziative che “trasformino la paura dell’altro in opportunità di incontro”. La Chiesa mesagnese, attraverso il Consiglio Pastorale Vicariale, preziosa espressione delle sette realtà parrocchiali cittadine, ha avvertito forte l’urgenza di tradurre un messaggio impellente per credenti e laici: non possiamo rimanere indifferenti di fronte all’orrore delle guerre. Per questo, sono state proposte iniziative concrete che richiamano il valore della pace e l’importanza di promuovere la solidarietà verso le popolazioni stremate dai conflitti in corso.
Come Amministrazione Comunale, insieme a gruppi e associazioni, intendiamo partecipare attivamente a questo cammino. Non possiamo voltarci dall’altra parte di fronte a nessun conflitto. Occorre denunciare con fermezza il genocidio del popolo palestinese e schierarci senza reticenze con le vittime civili in Ucraina e in tutti i Paesi feriti dagli scontri armati. È più che mai necessario reagire con la forza delle idee alla prospettiva di riarmo dell’Europa, artatamente indicata come unica via di pace.
Noi crediamo in un’altra strada: quella di chi sa disarmare azioni e parole per il bene comune. Confidiamo nelle iniziative che mettono al centro la dignità dell’uomo, sostenendo chi educa alla pace. Perché nella quotidianità delle nostre vite, risolvere i conflitti senza l’uso delle armi significa favorire il dialogo aperto, imparando a confrontarsi con tutti. L’altro potrà essere diverso, ma mai nemico.
Questa riflessione sulla pace mi porta a ricordare la trasformazione che Mesagne ha vissuto negli anni, riappacificandosi con la propria storia: la città ha saputo emanciparsi da parentesi buie e oggi continua a crescere per proiettarsi verso nuovi traguardi. Grazie alle numerose opere pubbliche in corso, Mesagne sta cambiando volto, assumendone uno più moderno e funzionale. Sappiamo che i lavori comportano inevitabilmente disagi e qualche sacrificio, ed è per questo che desidero esprimere la mia più sincera gratitudine per la pazienza e la collaborazione che i cittadini stanno dimostrando ogni giorno.
In questo processo di rinnovamento, la cultura continua a rivestire una funzione cruciale. Accade attraverso la valorizzazione del patrimonio storico, dei monumenti e delle nostre tradizioni, in un percorso che rafforza le radici e al contempo apre a nuove prospettive. Come è nuova la prospettiva che ha reso Mesagne sede di mostre d’arte di richiamo nazionale.
Faccio infine mie le parole del compianto Papa Francesco: “La speranza non delude!”. Non è una speranza aleatoria, ma un impegno che si radica nella responsabilità e nell’azione. È la speranza di chi cade, si rialza e prosegue nel suo cammino, testimone di una vita che contrasta soprusi e violenza, dell’amore che spunta le armi dell’odio e della paura. La speranza sono i giovani che coltivano i loro talenti e trovano lavoro nella propria terra.
In questo momento solenne, affidando le chiavi della nostra Mesagne alla Madonna del Carmine, affido le speranze di un popolo. Che le parole di pace trovino ascolto in ognuno di noi e siano guida per un futuro in cui Mesagne possa essere, sempre più, un piccolo ma potente faro di pace e di accoglienza.
Buona festa a tutti noi”.