Tredici anni sono tanti. Un periodo lungo, ma anche molto formativo dal punto di vista professionale ed umano. La dott.ssa Sabrina Manzone ha lasciato il suo ufficio al Commissariato di polizia di Mesagne. Da lunedì sarà ufficialmente a Lecce. Il passaggio di consegne c’è già stato. In Comune c’è stato il commiato con la città e il sindaco Scoditti le ha consegnato una targa ricordo. E’ stato un momento di forte commozione.
La settimana che si chiude oggi è stata emotivamente molto forte. Non è facile lasciare un posto dopo tanti anni e dopo averci speso tante energie. La dott.ssa Manzone è sicuramente contenta del prestigioso incarico che andrà a ricoprire a Lecce dove dirigerà la squadra mobile del capoluogo salentino. Ma “Ho vissuto una settimana coinvolgente dal punto di vista emotivo. In Commissariato avevamo costruito una famiglia. La città di Mesagne mi mancherà”.
Ha vissuto 13 anni intensi. A Mesagne conosceva tutti, in questa città preferiva fare shopping per incontrare la gente, i commercianti, per stare vicina ai mesagnesi. “Mesagne è una bella città, non manca nulla. Forse non è valorizzata per quello che realmente vale. Non manca né la mentalità né i mezzi. E’ una città molto avanti anche culturalmente con le tante iniziative che quotidianamente si svolgono. E’ una città che non ha nulla da invidiare neanche al capoluogo. In questa città esiste una netta linea di demarcazione tra le persone per bene, che sono la stragrande maggioranza, e chi invece preferisce vivere di sotterfugi. Non ci sono zone d’ombra. Per chi fa il mio lavoro è un aspetto molto importante in quanto si sa sempre con chi si a che fare. In altre città non è così”. “Mesagne è una città molto diversa da quella che trovai al mio arrivo. A Mesagne è piacevole passeggiare, è molto bello il centro storico, è piacevole incontrare le persone. E’ una città vivibile. Lecce non è distante mille chilometri per cui sarò spesso a Mesagne. Spero non per motivi professionali”.
Appena arrivata 13 anni addietro si trovò catapultata nella operazione Mediana, la presunta latitanza e poi l’omicidio Delle Grottaglie. Non fu un arrivo soft. Era un momento molto delicato. La sera prima del suo arrivo in città scoppiò una bomba. Un impatto molto forte. Giunse a Mesagne dopo i due anni trascorsi a Brindisi dove aveva diretto le volanti e dove era stata tra i protagonisti dell’operazione Primavera a seguito dell’omicidio dei due finanzieri Alberto De Falco e Antonio Sottile.
Tanti episodi, molte circostanze, tanti momenti, belli e brutti da ricordare. Uno in particolare. “La morte della povera Melissa, il funerale, la città sgomenta. Nel nostro lavoro siamo abituati a vedere cose brutte ma quello ha superato tutti”. Qualcosa di negativo? “Forse la carenza di organico a disposizione. Mentre le esigenze della città aumentavano, di pari passo il personale diminuiva. Per fortuna siamo riusciti a fare gruppo per cui tutti indistintamente abbiamo lavorato per due e per tre. Un deficit non solo per Mesagne dove siamo riusciti a
tamponare con la buona volontà assicurando sempre gli stessi servizi. Il cittadino non si deve sentire come soggetto passivo. Non deve aspettare che la pattuglia della polizia passi ogni ora da casa, ma si deve dotare di alcuni sistemi di sicurezza”. Prima di accettare l’incarico di commissario di Mesagne chiestogli dall’allora questore Fulvi, non era mai stata a Mesagne. “Accettai quasi con un pizzico di incoscienza. Ma non mi sono mai pentita. In questa città mi sono trovata bene e ho conosciuto tante persone. Tra questi il sindaco Sconosciuto, una persona che ricorderò sempre con simpatia ed affetto”.
La dott.ssa Manzone lascia Mesagne con un pizzico di malinconia. Dopo 20 anni ritorna nella sua Lecce. “Ma Mesagne non la dimenticherò mai”.


