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Ieri pomeriggio l’imprenditore mesagnese Gianfranco Todisco, arrestato lo scorso 24 maggio con l’accusa di bancarotta fraudolenta per espiare la pena di tre anni e sei mesi di reclusione, ha lasciato il carcere circondariale di Brindisi. Al Todisco – si ricorderà – non era stata concessa la sospensione dell’esecuzione della pena che è prevista per le sole pene inferiori a tre anni. Di fatto il Tribunale di Brindisi ha accolto l’istanza presentata dall’avv. Marcello Falcone (a sinistra nella foto), legale di fiducia del Todisco, che aveva presentato istanza di affidamento in prova ai Servizi Sociali alla luce di una interpretazione “sistematica” e “costituzionalmente orientata” della disposizione in materia di sospensione. L’avv. Falcone nell’istanza presentata, ha infatti sostenuto – in linea con una giurisprudenza che negli ultimi tempi si va affermando in Cassazione e dinanzi a diversi giudici di merito (a Brindisi nel novembre 2016 e nel gennaio 2017 e, ultimamente a Milano lo scorso marzo) – che venisse temporaneamente sospesa l’efficacia dell’ordine di esecuzione. Ora Todisco dovrà attendere la decisione del Tribunale di Sorveglianza in ordine alla richiesta di affidamento in prova ai Servizi Sociali. Un provvedimento, quello del Tribunale di Brindisi, adottato con insolita urgenza, avendo l’avv. Falcone presentato il tutto per tempo e con rinuncia a tutti i termini di notifica e di comparizione.
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Non ho capito tutto questo giro di parole, a nuzzuli si stava giocando?