Ieri all’ufficio postale di Sa Donaci, oggi a quello di Mesagne. Uffici postali nel mirino della criminalità. Incubo senza fine per i dipendenti, che ormai vivono nel terrore. L’impiegata Antonella Fontana è ancora in stato di choc. E’ appena rientrata dal Pronto Soccorso dell’ospedale di Mesagne dove le hanno riscontrato trauma cranico e una escoriazione ad un occhio provocata da un colpo in testa con il calcio della pistola. Al momento della rapina nell’ufficio postale di via Nino Bixio, quartiere Carmine, erano presenti una decina di clienti. Antonella inizialmente si sarebbe opposta. Ha avuto appena il tempo di accorgersi di quanto stesse accadendo e ha cercato di evitare la rapina sfiorando la colluttazione con il rapinatore. Poi quando l’ha colpita in testa, ha temuto che la situazione potesse perdere. L’impiegata aveva fuori dalla cassetta di sicurezza una consistente somma incassata poco prima. Con il revolver a tamburo puntato sulla testa non aveva scelta. Il rapinatore non ha detto una sola parola, le ha intimato a gesti di mettere i soldi nella borsa. Per fortuna 700 euro sono caduti a terra; il rapinatore ha preferito non perdere tempo e ha intimato ad un altro operatore di consegnargli l’incasso. Complessivamente ha fruttato ai malviventi circa cinquemila euro.
Questa mattina erano tre gli operatori in servizio. Nessuno si è mosso. Erano tutti terrorizzati. Una impiegata dopo la rapina ha avuto una crisi di nervi ed è scoppiata a piangere. E’ stato azionato l’allarme quando il malvivente è fuggito a bordo della moto di colore bianco sulla quale lo aspettava il complice. L’ufficio non dispone di un servizio di sorveglianza. In passato l’ufficio era piantonato da guardie giurate. Oggi l’azienda risparmia anche sulla sicurezza. Il rapinatore con in mano un revolver appena entrato è passato subito sul retro del bancone indirizzandosi verso la Fontana che gli ha intimato di andare via, di smetterla. Poi, però, ha dovuto cedere. In quel momento, per fortuna, la porta dell’ufficio della direttrice della filiale, era chiusa. L’impiegata Fontana è tornata a casa in famiglia. Ha rifiutato il ricovero. Vuole dimenticare al più presto la brutta avventura di questa mattina. Ma il pensiero è sempre lì. Intanto è caccia serrata su tutto il territorio per rintracciare i due malviventi. I carabinieri di Mesagne hanno svolto i rilievi di rito per visionare i filmati delle telecamere di video sorveglianza, utili ad identificare i banditi. Nonostante i due abbiano indossato i caschi da motociclista che coprivano i loro volti, le immagini potrebbero svelare particolari importanti per riconoscerli.
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