La Flai Cgil ha incontrato i responsabili dello stabilimento Maribrin di Brindisi per studiare la situazione che rischia di
portare al licenziamento di 10 lavoratori se non saranno messe in campo delle iniziative volte a restituire «respiro» alla società, dando così una prospettiva ai propri dipendenti.
La situazione. La società ha investito nello stabilimento circa 9 milioni di euro. Nel 2021 ha chiuso con un pareggio di bilancio e al 30 giugno 2022 ha maturato una perdita di 907 mila euro. La causa principale del passivo è dovuta ai rincari dei costi dell’energia e di alcune importanti materie utili alla produzione. A questo si aggiunge la mancata compensazione per le perdite di fatturato della fase Covid per quasi 600 mila euro, fondi che avrebbero già dovuto essere stati stanziati dalla Regione Puglia. L’azienda per fronteggiare la crisi ha prodotto un progetto per l’installazione di un impianto di 200 kw per investimenti produttivi nell’acquacoltura e di efficientamento energetico dell’impianto di itticoltura marina che sfiora i 350 mila euro. Progetto che, pur ricevendo parere positivo il 24 maggio scorso resta ancora in attesa del decreto di finanziamento. «La società ha anche rassicurato la Flai Cgil che garantirà le giornate lavorative che mediamente i dipendenti a tempo determinato svolgono durante l’anno, ma la produzione ittica cesserà il 10 agosto prossimo. Occorre quindi lavorare per sbloccare quanto la burocrazia finora ha tenuto fermo che rischia di strozzare l’azienda e quindi i dipendenti che corrono il rischio serio di essere licenziati. Non possiamo permetterci il lusso di perdere anche un solo lavoratore. Per questo motivo la Flai Cgil lavorerà su due piani: il primo locale e il secondo regionale. Come Flai Cgil Brindisi la segreteria ha chiesto al sindaco Riccardo Rossi un incontro per avere maggiore attenzione sul progetto dell’azienda per abbattere i costi
La situazione. La società ha investito nello stabilimento circa 9 milioni di euro. Nel 2021 ha chiuso con un pareggio di bilancio e al 30 giugno 2022 ha maturato una perdita di 907 mila euro. La causa principale del passivo è dovuta ai rincari dei costi dell’energia e di alcune importanti materie utili alla produzione. A questo si aggiunge la mancata compensazione per le perdite di fatturato della fase Covid per quasi 600 mila euro, fondi che avrebbero già dovuto essere stati stanziati dalla Regione Puglia. L’azienda per fronteggiare la crisi ha prodotto un progetto per l’installazione di un impianto di 200 kw per investimenti produttivi nell’acquacoltura e di efficientamento energetico dell’impianto di itticoltura marina che sfiora i 350 mila euro. Progetto che, pur ricevendo parere positivo il 24 maggio scorso resta ancora in attesa del decreto di finanziamento. «La società ha anche rassicurato la Flai Cgil che garantirà le giornate lavorative che mediamente i dipendenti a tempo determinato svolgono durante l’anno, ma la produzione ittica cesserà il 10 agosto prossimo. Occorre quindi lavorare per sbloccare quanto la burocrazia finora ha tenuto fermo che rischia di strozzare l’azienda e quindi i dipendenti che corrono il rischio serio di essere licenziati. Non possiamo permetterci il lusso di perdere anche un solo lavoratore. Per questo motivo la Flai Cgil lavorerà su due piani: il primo locale e il secondo regionale. Come Flai Cgil Brindisi la segreteria ha chiesto al sindaco Riccardo Rossi un incontro per avere maggiore attenzione sul progetto dell’azienda per abbattere i costi