Si può pubblicare la foto di un giovane morto dopo un incidente? Si può. In qualche caso, si deve. È la nostra risposta angosciata, e non potrebbe essere altrimenti. Non c’è giornale, televisione o sito d’informazione che non si sia posto il problema. La scelta si ripresenta con orrenda periodicità. Ricordo che, nel periodo buio quando a Mesagne imperava la Sacra Corona Unita che insanguinò la nostra città, ci trovammo davanti allo stesso angoscioso dilemma. Mostriamo tutto, mostriamo qualcosa, non mostriamo nulla? Quelle immagini, però, risvegliarono nelle coscienze dei mesagnesi la voglia di organizzarsi e di gridare no alla criminalità.
La scelta di mostrare tutto è difficile. Certo, può urtare la sensibilità di alcuni lettori. Ma non può esistere il sospetto che sia un modo di speculare sui morti. Se qualcuno pensasse che un giornale pubblica certe foto o filmati per suscitare curiosità morbosa, è fuori strada. Noi che facciamo questo lavoro abbiamo molte colpe – anche quella di indulgere sul crimine – ma non questa. La fotografia di un giovane privo di vita sull’asfalto della strada è uno strazio. Per chi scatta la foto, per chi la pubblica, per chi la vedrà.
Ma questa sofferenza – pensiamo – non è inutile. È il passaggio obbligato verso un problema dei molti, troppi morti sulle strade che passano dal coinvolgimento dell’opinione pubblica. Tutti ricordano i nomi, ma quasi tutti ricordano le immagini. Se i giovani guardando quelle immagini possono evitare di bere, di guidare a folle velocità, se altri giovani possono evitare di morire sulle strade, forse è anche a causa di quelle immagini che possono sconvolgerli.
Quindi, con dolore, diciamo: le foto e le immagini degli incidenti vanno pubblicate. Le foto e le immagini non arrecano alcun danno ulteriore a quei poveri ragazzi che hanno perso la vita, hanno un impatto emotivo più forte di mille parole e potrebbero contribuire a ridimensionare l’orrore delle molte, troppe stragi sulle strade.
E’ una situazione insopportabile. Noi speriamo di non dovervi mostrare mai più certe immagini. Vuol dire che nessuno avrà immolato la sua vita su un’auto o una moto.
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