Quelli furono gli anni più difficili della nostra città (1987-1991) quando imperversava la criminalità organizzata che fece di Mesagne la capitale della Sacra Corona Unita. In quegli anni non c’era ancora il Commissariato di polizia e, pertanto, tutto il peso di cercare di mantenere sul territorio la legalità gravò tutto sulle spalle di un gruppo di carabinieri in quegli anni in servizio a Mesagne. Un compito difficile, arduo, che, tuttavia, non fece mai fare un passo indietro ai carabinieri guidati allora dal responsabile della stazione di Mesagne, maresciallo Donato Mancino al punto che, anni dopo, quando tornò la quiete, fu giustamente insignito della cittadinanza onoraria. Oggi quei carabinieri, con Mancino in testa, sono tornati a Mesagne per ammirare quella città per la quale fecero innumerevoli sacrifici e rischiarono la vita. Il sindaco Matarrelli, e con lui il vice sindaco Semeraro, che non hanno mai dimenticato quegli anni, li hanno ricevuti ed abbracciati in Comune.
Con Mancino,arrivato da Bisceglie, c’erano Davide Gambacorta proveniente da Bari, Alfredo Paolo Galati (Otranto), Giuseppe Spinnato (Oria), Angelo D’Urso, diventato cittadino Mesagne da Francavilla F., Fabio Pennacchi (Roma), Giancarlo Testa (Sora), Nicola Lepore (in pensione), Pietro Leuzzi (in pensione), Claudio Miluccio (oggi imprenditore), Francesco Triggiani (ha lasciato l’Arma). Tutti hanno risposto “comandi” all’invito del maresciallo Mancino a conferma della solidità di quel gruppo di uomini che giorno e notte difesero questa città.