I carabinieri di Brindisi hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 2 indagati, italiani, ritenuti responsabili, in concorso, di detenzione e spendita di banconote contraffatte e, per uno di loro, anche per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. A settembre scorso, presso un esercizio commerciale di San Pietro Vernotico, si erano presentati due giovani dell’età apparente di anni 20-25 circa, con inflessione dialettale locale che, dopo aver acquistato della merce pagavano con una banconota da 50,00 Euro. Il proprietario del negozio, intuendo che la banconota a lui consegnata fosse falsa, segnalava il fatto ai due ragazzi che però si davano velocemente alla fuga facendo perdere le proprie tracce. Qualche giorno analogo episodio accadeva presso un’attività commerciale di Brindisi, con la spendita di un’altra banconota da 50 euro. Da subito personale i carabinieri eseguivano articolata attività info-investigativa tesa all’identificazione degli autori del fatto-reato. Le investigazioni sono state caratterizzate da riscontri univoci, coincidenti e concordanti emersi sia da attività puramente formali che da quelle tecniche effettuate tramite l’analisi di celle telefoniche che avevano interessato i luoghi ove si sono concretizzate le spendite. Inoltre, il modus operandi utilizzato e la peculiare attività informativa condotta dai militari della Sezione Operativa, consentiva di identificare negli autori del fatto-reato due giovani brindisini, uno dei quali già noto alle Forze dell’Ordine, nei confronti il pm Pierpaolo Montinaro, emetteva anche un decreto di perquisizione domiciliare. Ulteriori servizi di osservazione, pedinamento e controllo, hanno portato alla perquisizione personale e veicolare dei due soggetti indagati che fermati a bordo della loro auto da una pattuglia, sono stati trovati in possesso di banconote palesemente contraffatte per un importo complessivo di 4.550,00. In particolare: OTTAVIANO Raffaele aveva 3 banconote da 50,00 euro cadauna contraffatte per un importo complessivo di 150,00 euro, nonché di 6 grammi di marijuana, equivalenti a 24 dosi, che una vendute avrebbero prodotto un ricavo di circa 500 euro; D’ALEMA Giuseppe aveva 88 banconote da 50,00 euro cadauna contraffatte per un importo complessivo di 4.400,00 euro. Dalle investigazioni è risultato che i due giovani fossero solo l’ultimo tassello di una rete ben organizzata che opera nel napoletano, per cui sono in corso approfondimenti da parte dei Carabinieri.
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