
Oggi, alle ore 11.00, al Comune, il sindaco Franco Scoditti, alla presenza dell’assessore alla Cultura Maria De Guido, premierà con una targa ricordo la giovane Federica Distante (nella foto) che ha vinto la seconda edizione del “Concorso letterario nazionale Terra del mezzogiorno”. La promettente scrittrice mesagnese, 19 anni, è motivata e non lo nasconde.
Un racconto di Federica è stato premiato dall’associazione culturale “Testi e testi” che, in collaborazione con il periodico di informazione delle Acli di Puglia e del Mezzogiorno “Terra di Mezzogiorno”, ha indetto la seconda edizione del concorso letterario “Fuori dal cassetto”. L’elaborato di Federica, “Solidarietà e cambiamento”, « avrebbe saputo affrontare il tema del viaggio inteso come esperienza di aiuto al prossimo, di condivisione sociale e di solidarietà a favore degli ultimi. Dal grande impatto emotivo, lo scritto esprime analiticamente il valore ma anche i limiti del volontariato, così come dell’impegno sociale in generale come esperienza che ti cambia e che ti responsabilizza verso l’altro».
In attesa di ritirare la targa e una copia del volume “Partenze, ritorni… e altre storie” (che raccoglierà i quindici migliori scritti di questa edizione) durante la cerimonia di premiazione fissata per metà novembre, Federica Distante è comprensibilmente soddisfatta ma, soprattutto, ha idee chiare e preziose rispetto al significato da attribuire alla vita: «Mi piace leggere qualsiasi genere letterario; la mia passione più grande è scrivere e credo che continuerò a coltivarla nonostante il mio percorso universitario. Ora studio giurisprudenza a Roma: mi è stata data l’opportunità di entrare a far parte del collegio universitario Villa Nazareth. Poter studiare a Roma è una grande occasione per me: non avrei mai sperato di frequentare l’università qui, a causa delle condizioni economiche molto precarie. Provengo da una famiglia molto umile; i miei genitori al momento sono disoccupati. Ho fatto molti sacrifici per aiutare, in primis, la mia famiglia e, poi, per poter avere un budget minimo per mantenermi nella Capitale. Ho lavorato per circa tre anni, nel locale “La Chiccara”. Ho la speranza di essere la creatrice di un futuro migliore, per me stessa, ma soprattutto per la mia famiglia. Ho scelto giurisprudenza, perché il mio sogno è quello di entrare in magistratura. Fino ad agosto ero indecisa sulla scelta universitaria: giurisprudenza o lettere? Ho deciso per la prima opzione, perché così posso iniziare a costruire il mio piccolo sogno, ma, allo stesso tempo, posso continuare a scrivere. Sono del parere che, se una persona ha realmente una passione, riesce a portarla avanti, nonostante tutto, basta crederci».