Widget not in any sidebars
“Meno male come è andata. E’ stata una esperienza terribile. L’avvocato Gianfrancesco Castrignanò (nella foto), ex assessore della Giunta Scoditti, sabato sera era a Torino con il figlio di 9 anni per un weekend ma, soprattutto, per vivere e far vivere al figlio quel clima che poteva essere (ma non è stata) di festa. Invece ha rischiato di restare coinvolto in una tragedia. “Mio figlio – racconta – simpatizza per la Juventus. Anche io ma la mia passione, dopo l’Heysel dove persi l’amico Alberto Guarini, si era da anni stemperata. Poi
si diventa padri e i figli ti riaccendo antiche passioni”. Come se lo presagisse, aveva preferito lasciare a Mesagne moglie e figlia. “Andiamo tranquilli con il treno, dormiamo una notte a Torino, e il giorno dopo rientriamo a casa”, aveva pensato. “Volevo far vivere il clima Juventus a mio figlio, ma anche per fare un giro culturale. Torino una città molto bella”. Racconta. “Siamo andati in piazza San Carlo una prima volta alle ore 17; c’era un clima disteso, le persone erano festanti; sarebbe stata una bella esperienza per me e soprattutto per mio figlio. Quando però siamo tornati alle ore 20 ho visto tante bottiglie in mano alle persone, c’era gente che vendeva liberamente bottiglie di birra, la piazza chiusa con transenne metalliche; una vera e proprio gabbia. Ma come, ho pensato, se apri un locale devi avere le porte antipanico; come si possono chiudere 30mila persone in una piazza. E se succede qualcosa, queste persone dove vanno. E allora, anche se spesso mi accusano di essere troppo prudente, ho preso mio figlio e, a malincuore, siamo tornati in albergo dove abbiamo visto la partita. In piazza c’era troppa concentrazione di folla, le transenne chiudevano la piazza senza vie di fuga. L’albergo era vicino a piazza San Carlo. Abbiamo sentito chiasso e le sirene delle ambulanze, su internet ho visto cosa era accaduto”. E continua: “Pensa un pò come mi sono sentito. Avevamo fatto tanti chilometri ma, per fortuna, al minimo dubbio me ne sono andato. E ho avuto ragione. Non potevo rischiare la vita di mio figlio. Forse se fossi andato andato solo sarei rimasto in piazza; ma con mio figlio ho preferito la prudenza sempre memore di Bruno Guarini che perse il figlio sotto i suoi occhi: un dolore incancellabile”. Conclude l’avvocato Castrignanò. “Bene hanno fatto a Madrid dove i tifosi hanno visto la partita allo stadio. Se avessero fatto così anche a Torino ci saremmo andati. Lo stadio è attrezzato, una piazza no.
Per restare aggiornato seguici e metti “Mi piace” sulla nostra pagina facebook, pubblicheremo al più presto tutti gli aggiornamenti in merito.
