Non ha trattenuto il pianto. Quando l’arbitro Andreano di Foggia ha fischiato la fine della partita, quel faccione di (finto) duro si è riempito di lacrime. Poi, come è suo costume, è corso a centrocampo ad abbracciare e saltare con tutti i suoi ragazzi. Tanta la gioia dopo l’altrettanta grande amarezza per non aver tagliato il traguardo nella fase regolare. La vittoria nello spareggio finale contro il Fasano, però, ha cancellato tutte le amarezze. Poi ha abbracciato la moglie che in questo giorno decisivo voleva stargli al fianco. “Dopo la sconfitta di Avetrana ha vissuto venti giorni di inferno – ha detto la signora -, scaricando in casa tensioni e preoccupazioni. Finalmente è finita e sono felice con lui”.
Il patron Vincenzo Todisco a Mesagne è sinonimo di calcio. E’ l’unico che in questa città può fare calcio: è convinzione di tutti. Di chi lo apprezza e di chi lo denigra. Questi ultimi sono rimasti in pochi. Sono coloro che rimasero delusi quando cedette l’Eccellenza ad una società brindisina. Todisco ricorda: “Non potevo fare l’Eccellenza senza campo giocando tutte le partite e persino gli allenamenti fuori Mesagne”. In questi giorni corrono voci che potrebbe cedere ancora una volta il titolo ancora ad una società della vicina Brindisi. “Sono solo insinuazioni. L’Eccellenza resterà a Mesagne anche se non è un campionato facile. Tutti sanno che a me piace vincere e non mi va di fare solo la presenza. Mesagne merita almeno una buona Eccellenza e non faremo la comparsa. Mi auguro, però, che la nuova Amministrazione faccia la sua parte e decida una volta per sempre di sistemare lo stadio. Oggi abbiamo rischiato di giocare in campo neutro questa decisiva partita e di togliere ai mesagnesi la soddisfazione di vedere giocare la propria squadra a Mesagne. Questi rischi non possiamo più correrli”.
Il medico sociale Pompeo Molfetta in un angolo si gode il tripudio del campo e degli spalti. Non ha voluto mancare all’ultimo appuntamento nonostante qualche acciacco. “E’ un miracolo. Questo è un miracolo che solo lo sport a questi livelli riesce a dare”. E se ne torna subito a casa per rimettersi a letto, guarire e tornare su…quell’altro campo, quello del ballottaggio di domenica 14 giugno, in attesa di festeggiare un altro miracolo. Schivo com’è suo costume mister Franco Ribezzi. “E’ la vittoria di un gruppo che ha lavorato tutto l’anno – dice -. Per gruppo intendo la società , l’ambiente, i giocatori tutti. A crederci per primo è stato il
presidente Todisco che ci ha dato la sua mentalità vincente. Solo dopo, piano piano, ci abbiamo creduto anche noi. La vittoria è il giusto riconoscimento ai tanti sacrifici fatti, dal magazziniere all’ultimo dei ragazzi che, guidati dal capo ultras Masino, oggi hanno fatto spettacolo sugli spalti in una grande cornice di pubblico. Oggi non sembrava di essere su un campo di promozione, sembrava quasi una partita di Lega Pro. Questo è il bel calcio diverso da quanto sentiamo in televisione”. Ribezzi quando arrivò a Mesagne per sostituire Battaglia disse alla squadra negli spogliatoi: “In ognuno di voi non vedo un problema ma una risorsa. I ragazzi lo hanno capito e hanno anche capito che solo stando uniti si poteva andare avanti. Anche se qualcuno ha qualche difetto caratteriale, questi ragazzi sono tutti calciatori che forse per vari motivi non sono riusciti ad essere professionisti. Ognuno di loro, però, quando fischia l’arbitro, nei 90 minuti diventa calciatore. Sono stati molto intelligenti ed è venuta la svolta della stagione”.


Il campionato di Eccellenza è un campionato piu’ competitivo sia a livello tecnico ma anche piu’ dispendioso economicamente,per cui tutti e con tutti intendo Società ,la nuova Amministrazione Comunale,tifosi,sportivi,sponsor devono diventare un unico blocco e remare tutti insieme solo per il Mesagne!Mesagne è una piazza che ha fame di calcio,che merita davvero categorie superiore ed è inammissibile che una città di 30 mila ab non riesce quantomeno a restare in una categoria come l’Eccellenza,l’hanno disputata Novoli,Viste,Mola non puo’ disputarla Mesagne che ha una storia,una tradizione?
FORZA MESAGNE